“SEO Pratico” – un corso SEO fuori dagli standard

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 07/04/2014

corso-seo

Il 17 maggio a Parma si terrà il “Corso SEO Pratico“.
La finalità del corso è quella di formare i partecipanti alla creazione di campagne di web marketing orientate ai contenuti e alle tecniche SEO in grado di trasformare un sito internet in un caso di successo.

Alle spiegazioni teoriche saranno alternate esercitazioni pratiche e l’analisi di casi reali fino ad arrivare alla risoluzioni di particolari criticità.
Verranno analizzati diversi siti web e identificate soluzioni SEO personalizzate.

Questi alcuni degli argomenti trattati durante il corso:
- SEO On Page
- Web Semantico
- Link Building
- Tecniche pratiche di SEO
- Algoritmi di Google
- Guadagnare con la SEO

Nel corso della giornata sono previsti diversi momenti di confronto, durante i quali sarà possibile porre le proprie domande e conoscere gli esperti SEO locali.

Tra i docenti Marco Maltraversi autore del libro SEO e SEM: Guida Avanzata al Web Marketing a cui io stesso ho collaborato.

Titolo: Corso SEO Pratico (vedi Programma dettagliato)
Quando: 17/05/2014
Docenti: Marco Maltraversi e Flavio Mazzanti
Dove: Parma, Centro Ingrosso “La Cittadella” Via B. Franklin 31

Perchè Instagram non è semplicemente foto sharing

Postato da regole-seo, in Social, in data 19/12/2012

instagram

Siete ancora tra quelli che si chiedono come mai Instagram funziona?
Vi state ancora chiedendo come mai una persona dovrebbe decidere di iscriversi all’ennesima piattaforma social per condividere foto già condivisibili su Facebook o Twitter?

Se la risposta è si, è semplicemente perchè non avete ancora compreso che Instagram non è semplicemente “foto sharing”.

La ragione per cui Instagram funziona così bene come applicazione per la condivisione di immagini è perchè gli scatti sono fatti attraverso uno strumento che ci accompagna in ogni luogo, in ogni momento del giorno: il nostro telefono.

Proprio per questo motivo possiamo catturare ogni particolare della nostra vita, nell’esatto momento in cui lo notiamo.
Un istante, nell’esatto momento in cui ci emoziona.

Se a questo aggiungete la possibilità di applicare al volo effetti e filtri fotografici davvero “cool” senza usare particolari attrezzature o apparecchiature di illuminazione e l’estrema rapidità di condivisione, il mistero del successo di Instagram è presto svelato.

Insomma con Instagram non solo condividiamo quello che stiamo vivendo. Spesso riusciamo a condividere il “come lo stiamo vivendo” o, letteralmente, “come lo vediamo”.

Se poi tutto ciò non bastasse a convincervi, sicuramente questo video saprà chiarire le vostre idee. ;)

L’evoluzione della on-page optimization

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 13/11/2012

L'evoluzione della SEO on-page optimization

L’ottimizzazione on-page è uno degli aspetti più importanti di una strategia SEO.
Per questo è importante porre molta attenzione ai contenuti e a tutti gli aspetti della SEO on-page e a come le indicizzazioni nei motori di ricerca reagiscono alle modifiche fatte ad una pagina web.

Il concetto di keyword o keyphrase è sempre stato al centro delle tecniche più classiche relative alla SEO on-page.
L’idea è appunto quella di avere in una pagina un buon numero di parole chiave e frasi il cui contesto venga interpretato dai motori di ricerca come molto vicino alle query di ricerca utilizzate dagli utenti.
Stabilite dunque le query di ricerca su cui si decide di puntare, considerando i due principali fattori di “grado di concorrenza dei competitors” e “numero di ricerche effettuate dagli utenti”, è dunque possibile ottimizzare la pagina e il suo contenuto trovando parole e frasi il cui contesto sia molto vicino a quello delle query di ricerca.

Molti aspetti della classica SEO on-page sono ancora importanti, altri invece hanno perso di importanza col passare del tempo.
Quel che è certo è che alcuni nuovi aspetti negli ultimi tempi sono entrati a far parte della SEO, molti altri ne entreranno in futuro e alcuni di questi saranno sempre più importanti.
Questo vedrà la SEO cambiare insieme ai profili e alle skills di chi oggi si occupa di SEO.

Di sicuro la SEO che ormai dovrebbe essere intesa come DAO (Digital Asset Optimization) non morirà; forse cambierà nome, sicuramente interesserà nuove piattaforme, dai social, al mobile, alla TV e forse non avrà neanche più a che fare con i motori di ricerca.
Di sicuro continuerà ad essere un aspetto importante da curare e avrà sempre bisogno di professionisti preparati su un sempre maggior numero di aspetti differenti del mondo digitale.

Come prepararsi dunque al futuro?

  • Attenzione ai cambiamenti:
    la prima cosa da fare è quella di tenersi sempre aggiornati sui cambiamenti che ogni giorno avvengono intorno a noi.
    Ai più sembrerà solo retorica ma in realtà è la prima e più importante regola da seguire. E’ ciò che ci permette di ragionare e prevedere quali saranno le svolte più importanti e come incideranno sul nostro lavoro.
  • Focalizzarsi sull’utente:
    ovvero iniziare seriamente a realizzare un’ottimizzazione rivolta agli utenti e non principalmente ai motori di ricerca e orientata alle keywords.
    E’ importante capire che ciò che importerà sempre più sarà la risposta data dai nostri contenuti alle domande e alle esigenze degli utenti che effettuano una ricerca e non necessariamente che il nostro contenuto disponga di determinate parole o frasi usate nella query di ricerca.
    La pagina e il contenuto devono essere studiati come una “risposta” da fornire all’utente che sta usando un motore di ricerca.
    Questo va incontro alle esigenze dell’utente stesso che sta cercando qualcosa ma anche all’obiettivo di Google che cerca di fornire le migliori risposte all’utente. Inoltre si avrebbe una tendenza alla diminuzione del bounce rate, all’aumento delle probabilità di conversione e delle probabilità di condivisione da parte degli utenti che si imbatteranno in contenuti probabilmente più vicini alle loro esigenze.)

    Supponiamo ad esempio di avere una pagina che parla di “kung fu” e che noi destideriamo ottimizzarne il contenuto relativamente al termine “kung fu”.
    Invece di concentrare i nostri sforzi sulla parola “kung fu” occorrerà inserire contenuti che coprano argomenti correlati e aiutino a rispondere a tutte le possibili domande relative al “kung fu”.
    Potremo parlare della sua storia, delle leggende, di cosa significa il termine “kung fu”, dei principali maestri, dei vari stili esistenti, di come si è diffuso rispetto le altre arti marziali esistenti ecc.

  • Ottimizzazione dei risultati di ricerca:
    il ranking all’interno della SERP non è tutto. Molti utenti “scartano un risultato” semplicemente perchè ciò che viene presentato nell’elenco non è soddisfacente.
    La SERP va vista come pubblicità per i nostri contenuti.
    Per questo, tutto quello che viene visualizzato nella SERP, il titolo, la descrizione, la url, hanno grande importanza poichè possono portare un grande valore aggiunto in termini di utilità e condivisibilità da parte degli utenti.
    A questo proposito vanno sempre tenuti in considerazione aspetti quali “Microdata markup“, “authorship markup” e video xml sitemap utili per rendere più accattivante e decisamente più accessibile i nostri contenuti all’interno della SERP.
  • Brandizzazione dei risultati:
    è sempre opportuno dare visibilità al brand all’interno dei risultati mostrati nella SERP.
    Un utente che visita una nostra pagina e la trova interessante potrebbe ricordarsi del nostro brand e associarlo idealmente ad articoli di qualità.
    Mostrando il nostro brand nei risultati della SERP, un utente che è già stato nostro visitatore potrebbe dare la sua preferenza a un nostro risultato piuttosto che a un altro presente nella SERP anche se meglio posizionato.
  • Aumentare la velocità delle pagine:
    uno dei principali obiettivi di Google è quello di fornire agli utenti una migliore user experience. Per questo la “page speed” è da qualche tempo entrata a far parte dei fattori di posizionamento.
    Senza diventare, come accade inspiegabilemnte a molti, ossessionati da questo aspetto, la cosa va senzaltro tenuta in considerazione.
    Su regole-seo sono stati trattati diversi aspetti che aiutano a migliorare le prestazione del sito tra cui la compressione dei contenuti, ottimizzazione delle immagini e l’uso intelligente dei social plugin.
    Ecco alcuni strumenti utili per tenere sotto controllo la velocità delle nostre pagine e le eventuali cause di rallentamento:
    - Google PageSpeed Insights
    - YSlow
    - WebPagetest
    - GTmetrix
    - Google Webmaster Tools (sezione “site performance”)

  • Facilitare la condivisione:
    dopo aver realizzato un buon contenuto che si è ben posizionato nella SERP sia in termini di ranking che in termini di accattivanza, resta ancora una cosa: rendere il nostro contenuto facilmente condivisibile.
    E’ importante che chi visita le nostre pagine e ne aprezza i contenuti, sia facilitato nella possibilità di condividerli con altri.
    Il fattore “social” infatti è un aspetto importantissimo ed è evidente a tutti quanto incida sulle ricerche e quanto le “azioni social” siano tenute in considerazione dai motori di ricerca stessi.
    Sono molti gli strumenti messi a disposizione dalle varie piattaforme social per facilitare la condivisione e la sponsorizzazione dei contenuti e che ci permettono di migliorare importanti aspetti come la nostra popularity e la nostra presenza e reputazione sul web.

Sulla base di queste principali considerazioni, ciò che vale la pena fare è indirizzare i nostri sforzi verso questi principali aspetti, calando anche le classiche pratiche della SEO on-page, in questi contesti, adeguandole e direzionandole verso il senso che la SEO, il DAO o l’acronimo del momento hanno nel momento in cui ci troviamo e rispetto ai nuovi canali digitali attarverso i quali si sposteranno.

Facebook offline_access deprecation: estendere l’access_token expiration time

Postato da regole-seo, in Programmatori (Beyond-SEO), in data 24/09/2012

[Parte 3 di 3] Facebook offline_access deprecation: la soluzione.

Indice articoli - "Facebook offline_access deprecation: la soluzione"

facebook-offline_access

Dopo aver visto quali sono le possibili soluzioni ai problemi causati dall’offline_access deprecation di Facebook, vediamo un esempio concreto di come implementare la soluzione numero 4:
“Avvisare preventivamente gli utenti della scadenza imminente dell’access_token e fornire loro uno strumento tramite il quale rigenerarlo”.

Il contesto applicativo è quello di un processo in background che non dispone di un’iterfaccia utente e, ancora più importante, la sua corretta esecuzione deve potere avvenire anche in assenza dell’utente.

Come sappiamo dalla documentazione ufficiale, Facebook da la possibiltà di generare degli access_token con una “expiration time” di 60 giorni.

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Facebook offline_access deprecation: le possibili soluzioni

Postato da regole-seo, in Programmatori (Beyond-SEO), in data 11/06/2012

[Parte 2 di 3] Facebook offline_access deprecation: la soluzione.

Indice articoli - "Facebook offline_access deprecation: la soluzione"

soluzioni-facebook-offline_access-deprecation

Nell’articolo precedente abbiamo visto quali sono i problemi derivanti della rimozione dell’offline_access token di Facebook e di come questa rimozione rappresenterà un grosso problema per tutte quelle applicazioni che non integrano un browser o che non prevedono la presenza di un utente che possa autenticarsi su Facebook all’occorrenza.

Infatti, anche se solitamente la documentazione delle API di Facebook presuppone la presenza di un utente che stia interagendo con un’applicazione tipicamente per mezzo di un browser o di una mobile app, potrebbero esserci casi in cui questi presupposti non abbiano senso.
Pensate ad esempio a processi schedulati ed eseguiti notte tempo per scaricare i dati da Facebook insight e creare della reportistica ad hoc.
Un altro esempio potrebbe essere quello di un’applicazione in esecuzione in background sulla macchia dell’utente allo scopo di recuperare, ogni giorno, l’elenco aggiornato degli amici dell’utente, controllare quali di questi compiono gli anni e mandare loro gli auguri in modo automatico.

Esempi se ne possono trovare tanti.
Si tratta appunto di applicazioni che non prevedono e soprattutto non necessitano della presenza dell’utente per dover compiere il proprio lavoro. In effetti spesso non dispongono neanche di un’interfaccia utente.

Dunque, poichè come abbiamo visto nell’articolo precedente il nuovo “access_token” di Facebook scade dopo 60 giorni, come possono queste applicazioni continuare a lavorare?

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Facebook offline_access deprecation: dove sta il problema e chi ne sarà coinvolto?

Postato da regole-seo, in Programmatori (Beyond-SEO), in data 20/05/2012

[Parte 1 di 3] Facebook offline_access deprecation: la soluzione.

Indice articoli - "Facebook offline_access deprecation: la soluzione"

Facebook-offline-access-deprecation

Chi ha a che fare con le API di Facebook, di questi ultimi tempi avrà qualche fastidiosa preoccupazione relative a ciò che accadrà successivamente alla rimozione dell’”offline access permission”.

In questo articolo, suddiviso in più parti, cercheremo di capire quali sono le implicazioni di questa rimozione, quali alternative abbiamo per aggirare il problema e individueremo i rari ma concreti casi per cui ora pare non esserci una soluzione.

Riassumendo, la modalità “offline access permission” dava la possibilità ad un’applicazione di potersi interfacciare con le API di Facebook anche qualora l’utente coinvolto nell’azione non fosse autenticato in Facebook.

In questo modo, tramite l’utilizzo di uno speciale “token” (stringa alfanumerica) chiamato “offline access token”, da utilizzare nelle invocazioni delle Facebook API, anche le applicazioni esterne al contesto web, quali ad esempio desktop application oppure applicazioni in esecuzione in background potevano compiere qualsiasi tipologia di azione utilizzando le API anche senza la presenza fisica dell’utente davanti al browser e senza conoscere le credenziali dello stesso utente. Leggi il resto di questo articolo »

“Beyond SEO” la nuova sezione dedicata ai programmatori

Postato da regole-seo, in Programmatori (Beyond-SEO), in data 14/05/2012

beyond-seo

Alcuni di voi avranno notato negli ultimi giorni qualche “loremipsum” di troppo tra gli articoli di regole-seo. :)
Si trattava semplicemente delle ultimissime prove tecniche precedenti alla messa on-line di Beyond SEO, la nuova sezione di regole-seo dedicata ai programmatori.

Questo nuovo colore “lime” contraddistinguerà tutti gli articoli e le guide della sezione Beyond SEO mentre il tradizionale “arancio” resterà legato alle tematiche relative alla search engine optimization.

Se vuoi saperne di più, vai all’indice della sezione Beyond SEO.

Google fan page: il tuo brand su Google+

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, Social, in data 30/01/2012

google-fan-page

In un passato articolo avevo trattato la tematica della “presenza sul web” come uno dei fattori fondamentali relativo alla SEO off-page.

Dalla “presenza” deriva direttamente il concetto di “popularity” che di fatto è ciò che accompagna sempre i siti di successo.

Dopo l’arrivo di Google+ e della possibilità di creare Google fan page, abbiamo a disposizione un nuovo potente mezzo per aumentare la nostra presenza e la nostra popolarità nel web.

Vediamo allora come creare una fan page su Google+.

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Smartphone Googlebot-Mobile: il nuovo Google mobile user agent

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 03/01/2012

google-mobile

Come ormai è evidente da tempo, il numero di utenti mobile (o meglio smartphone) sta aumentando molto rapidamente. Per questo motivo è opportuno realizzare siti “mobile friendly” e rendere i propri contenuti facilmente accessibili anche ai browser dei vari smartphone in circolazione.

In passato avevo accennato al fatto che Googlebot-Mobile, lo spider di Google che si occupa del crawling dei contenuti destinati al mobile, non visitava le pagine web utilizzando gli user agent degli smartphone in circolazione.

Bene, da oggi, o meglio dal 28 dicembre 2011, le cose sono cambiate.

Google infatti, per migliorare la search experience degli utenti mobile, oltre all’utilizzo del vecchio user agentFeature phones Googlebot-Mobile” ha introdotto il nuovo “Smartphone Googlebot-Mobile“.

Qui di seguito dunque le stringhe degli user agent attualmente usati da Googlebot-Mobile:

  • Feature phones Googlebot-Mobile (il vecchio user agent già utilizzato da Googlebot-Mobile):
    • SAMSUNG-SGH-E250/1.0 Profile/MIDP-2.0 Configuration/CLDC-1.1 UP.Browser/6.2.3.3.c.1.101 (GUI) MMP/2.0 (compatible; Googlebot-Mobile/2.1; +http://www.google.com/bot.html)
    • DoCoMo/2.0 N905i(c100;TB;W24H16) (compatible; Googlebot-Mobile/2.1; +http://www.google.com/bot.html)
  • Smartphone Googlebot-Mobile (il nuovo user agent utilizzato da Googlebot-Mobile):
    • Mozilla/5.0 (iPhone; U; CPU iPhone OS 4_1 like Mac OS X; en-us) AppleWebKit/532.9 (KHTML, like Gecko) Version/4.0.5 Mobile/8B117 Safari/6531.22.7 (compatible; Googlebot-Mobile/2.1; +http://www.google.com/bot.html)

I contenuti a cui accede smartphone Googlebot-Mobile saranno principalmente usati per migliorare la user experience relativamente alla ricerca mobile.
Il nuovo crawler, infatti, potrebbe identificare contenuti ottimizzati per la navigazione tramite smartphone, ed eventuali redirect effettuati per specifici smartphone.

A riguardo di quest’ultimo punto più precisamente, stiamo parlando di una nuova feature lanciata da Google chiamata “Skip Redirect for Smartphone-Optimized Pages“.
In pratica, quando Google identifica una url nella pagina dei risultati di ricerca che ridirige gli utenti smartphone ad un’altra avente contenuti ottimizzati per utenti smartphone, allora la url indicizzata viene automaticamente sostituita da quest’ultima.
Tutto ciò allo scopo di velocizzare la navigazione e l’accessibilità degli utenti smartphone ai contenuti.

La raccomandazione principale è quella di trattare gli user agents di Google Mobile esattamente come trattereste gli utenti con lo stesso tipo di smartphone user agent.

Per chi desideara approfondire l’argomento, a questo indirizzo http://googlewebmastercentral.blogspot.commaking-websites-mobile-friendly.html, può trovare una guida ufficiale alla realizzazione di contenuti mobile friendly.

All In One SEO Pack: PAGE SETTINGS

Postato da regole-seo, in SEO software & utility, in data 28/11/2011

All In One SEO Pack: guida alla configurazione. [Parte 3 di 3]

Indice articoli - "All In One SEO Pack: guida alla configurazione"

all-in-one-seo-pack-guida-3

Eccoci arrivati all’ultima parte della guida dedicata ad All In One SEO Pack.

Dopo aver parlato dei site settings (configurazioni generali del sito) e dei post setting (configurazioni specifiche degli articoli del blog), concludiamo con i page setting ovvero le configurazioni dedicate alle singole “pagine” che potete creare con WordPress.

Come avviene per i post, dopo l’installazione di All In One SEO Pack, creando (o modificando) una nuova pagina, è possibile intervenire sulle sue specifiche impostazioni legate alla SEO On-Page.
Analiziamole una ad una.

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