Nuova vita ai vecchi contenuti

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 01/02/2011

E’ vero. I nuovi contenuti sono di vitale importanza per un blog ma dobbiamo ricordare che è altrettanto importante cercare di “promuovere” anche i vecchi contenuti facendo attenzione ad alcuni semplici, quanto fondamentali aspetti.

Se anche voi cercate di mantenere una certa costanza nella pubblicazione di nuovi contenuti di qualità, sarete sicuramente al corrente delle difficoltà e dell’impegno che occorre nella realizzazione di un buon articolo. Occorre trovare una buona idea, documentarsi meglio su eventuali aspetti più critici, trovare qualche immagine accattivante, scrivere il tutto in maniera corretta e scorrevole e ottimizzare il conetnuto per i motori di ricerca.

Insomma sicuramente un impegno che richiede un certo tempo e una certa dedizione.
Ha dunque senso produrre un buon contenuto senza poi promuoverlo in modo adeguato?
Certamente no. Il nostro sforzo deve essere ripagato per una quantità di tempo che non sia limitato alle prime settimane di vita dell’articolo, non credete?

Ecco allora alcuni aspetti importanti da tenere in considerazione per dare maggiore visibilità ai nostri vecchi, ma pur sempre ottimi articoli.

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Velocizzare i social plugins con Ajax e Javascript

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, Social, in data 09/01/2011

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ajax-velocita-social

Il problema di come utilizzare i social plugins senza compromettere la velocità, è già stato affrontato una volta su regole-seo proponendo una soluzione Ajax e Javascript, basata sulle librerie jQuery.

Sebbene l’utilizzo di una libreria come jQuery rappresenti la migliore soluzione in quanto permette di risparmiare tempo e numerose linee di codice, è anche vero che spesso qualcuno (specialmente alle prime armi) potrebbe trovarsi di fronte a problemi di compatibilità con altre librerie Javascript utilizzate.
Per questo motivo e per eventuali altri casi in cui doveste decidere di non utilizzare jQuery, voglio proporre qui di seguito una soluzione tutta Javascript e Ajax per risolvere l’ormai famoso problema di come utilizzare i social plugins senza compromettere la velocità

Come consiglia anche Matt Cutts non è opportuno lasciare perdere i social widgets solo perchè il server a cui si collegano è “un po’ lento”.
Il guadagno che deriva dall’utilizzo dei social plugins in termini di link popularity e presenza nel web è talmente enorme rispetto allo svantaggio che deriva dalla lentezza provocata dai social plugins che sarebbe davvero ingenuo rinunciarvi per questo motivo.

La soluzione che proporrò qui di seguito mostra come “salvare capra e cavoli” sfruttando la tecnica delle “chiamate asincrone” per caricare i social plugins, in modo che il loro tempo di caricamento non incida sul tempo di caricamento delle vostre pagine. Tutto ciò è possibile utilizzando Javascript e Ajax

Come sempre, visto che l’articolo è dedicato anche a chi non ha grandi competenze in ambito Javascript, procederò passo passo commentando (soprattutto all’interno del codice) anche quei passaggi che a qualcuno sembreranno più ovvi.

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Nome dominio: puntare sul brand o sulle keyword?

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 20/12/2010

keyword-rich-branded-domain

La fatidica domanda salta fuori quasi sempre quando sta per nascere un nuovo sito:
“Dovremmo acquistare un dominio contenente delle keywords strategiche utili per il SEO? Oppure puntiamo sul brand?”

Effettivamente è una domanda interessante ed a mio giudizio non esiste una risposta corretta in termini assoluti.
Vediamo dunque di analizzare quali possono essere i vantaggi delle due diverse strategie: branded domain e keyword-rich domain.

Chiaramente le due soluzioni non si escludono a vicenda.
Anche se la cosa non è sempre possibile, alcuni domini riescono a miscelare astutamente le due opzioni per trarne tutti i vantaggi del caso.

Branded domain

Un dominio o una url “brandizzata” è sicuramente importante dal punto di vista dell’identità del business e dell’azienda.
Il brand è in effetti tutto ciò su cui poggiano e incidono tutte le nostre azioni.
Il nostro brand comparirà sicuramente sul sito web, sui biglietti da visita, la carta intestata, le fatture, i depliant ecc…

Dunque il brand rappresenta ciò che le persone riconosceranno e assoceranno inevitabilmente a noi.

Ecco perché, in definitiva, risulta essere importantissimo avere il nome del prorio brand nel dominio:

  • E’ facile da ricordare e da memorizzare.
  • Rappresenta un ulteriore modo per porre ancora una volta i propri clienti (o potenziali clienti) di fronte al proprio marchio.
  • Permette di mantenere univocità e consistenza sul marchio che ci rappresenta. Modi differenti per identificarci infatti possono disorientare.
  • E’ sicuramente molto professionale.
  • Rispetto ad un keyword-rich domain, un branded domain appare sicuramente meno “spammoso” (…passatemi il termine :) ).
  • Nella maggior parte dei casi le url brevi sono più amichevoli e hanno più potere attrattivo per gli utenti.

Keyword-rich domain

D’altro canto esistono sicuramente situazioni in cui è preferibile un dominio basato su parole chiave accuratamente selezionate.
Si tratta principalmente di quelle situazioni in cui vie è un tentativo di “brendizzazione“.
Dunque in questo caso non esiste ancora un brand e vi è un tentativo di mettersi in luce come punto di riferimento su una certa attività o servizio.
In questo caso si vuole fare in modo che una determinata attività o servizio diventi anche una sorta di etichetta per identificarci.

Mentre nel caso del “branded domain” esiste dunque un brand più o meno affermato che rappresenta il punto di riferimento per una determinata attività, in questo caso vi è un’attività per la quale desideriamo metterci in luce per farci conoscere.
Una buona azione di partenza per affermarci insomma.

Chiaramente poichè le keywords nel nome di dominio contribuiscono a contestualizzare ed identificare ciò di cui ci occupiamo anche agli occhi dei motori di ricerca, questa può rappresentare un’ottima strategia dal punto di vista del ranking.

Dunque non esiste una risposta assolutamente corretta alla domanda “Dovremmo acquistare un dominio contenente delle keyword utili per il SEO?”.
Valutando però quali sono i prò e i contro delle due opzioni e conoscendo le proprioe esigenze diventa più facile capire quale scelta si adatta maggiormente ai nostri scopi.

Velocizzare i social plugins con jQuery e Ajax

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, Social, in data 22/11/2010

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jquery-velocita-social

Nel precedente articolo introduttivo dedicato a come usare i social plugins senza compromettere la velocità, abbiamo visto che il consiglio di Matt Cutts è appunto quello di non lasciare perdere i social widgets solo perchè il server a cui si collegano è “un po’ lento”.
La grande utilità dei social plugins per la nostra link popularity e presenza nel web è effettivamente fuori discussione.

Oggi però voglio mostrarvi come “salvare capra e cavoli” utilizzando Ajax e jQuery per velocizzare i social plugins facendo in modo che il loro tempo di caricamento non incida sul tempo di caricamento dei vostri contenuti.
Sfrutteremo le potenzialità delle “chiamate asincrone”.
Nell’articolo successivi dedicato a questa tematica proporrò una soluzione basata esclusivamente su Ajax e Javascript per tutti coloro che per qualche ragione non vogliano (o non possano) appoggiarsi alle librerie come jQuery.

L’utilizzo di jQuery per implementare questa tecnica richiede sicuramente molte meno linee di codice e ne rende quindi più veloce la realizzazione.

Visto che l’articolo è dedicato anche a chi non ha grandi competenze in ambito Javascript, procederò passo passo commentando anche quei passaggi che a qualcuno sembreranno più ovvi.

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Social plugins: come usarli senza compromettere la velocità

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, Social, in data 08/11/2010

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velocita-social-plugins

Pochi giorni fa si è conclusa su regole-seo una serie di “articoli guida” all’integrazione dei social buttons.
Soprattutto ho voluto concentrarmi sugli aspetti e le peculiarità dei tre social buttons analizzati (il bottone “mi piace” di Facebook, il retweet button di Twitter e il Google buzz button) trovando una soluzione ai problemi più comuni che potreste incontrare nella loro integrazione.

Si, i social buttons e, più in generale, i vari social plugins o social widgets sono importanti. Anzi, ormai è evidente da un po’: il lato social del web oggi rappresenta il cuore e l’anima di internet.

I social plugins però, se ne fate uso nel vostro sito lo avrete certamente notato, rallentano a volte anche significativamente i tempi di caricamento delle vostre pagine peggiorando inevitabilmente la user experience dei vostri utenti.

Certamente dei social plugins non si può fare a meno ma è anche vero che la velocità è diventata uno dei fattori di posizionamento utilizzati da Google.
Esiste una soluzione a tutto ciò?
Certo che esiste e nei prossimi articoli dedicati a questo argomento vedremo come risolvere il problema sfruttando la potenzialità delle richieste asincrone.

Non preoccupatevi se siete completamente a digiuno di Ajax o jQuery. Procederò passo passo proponendo due soluzioni.
La prima di queste utilizzerà Ajax per il caricamento dei contenuti social delle vostre pagine, appoggiandosi alle librerie jQuery mentre la seconda soluzione verrà implementata utilizzando esclusivamente le librerie Ajax e javascript standard.

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“instantempo”

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 19/10/2010

instantempo

instantempo“: questo il nome del nuovo SEO contest lanciato dal forum di Giorgio Taverniti.
Se volete conoscere i dettagli potete collegarvi alle pagine del instantempo GT forum

Sarà sicuramente una competizione interessante senza esclusione di colpi. :)

Instantempo non è certo il primo contest nel suo genere. Chi non si ricorda della prima edizione del concorso “Primo su Google” del 2005? Anche in quel caso era stata appositamente scelta una keyword senza senso: “velocipedi equestri

Se siete interessati potete trovare maggiori informazioni su instantempo qui di seguito oppure scaricando la versione riassuntiva in uno dei seguenti file:
instantempo.pdfinstantempo.txtinstantempo.xls

instantempo – come partecipare?

Partecipare al SEO contest instantempo è semplicissimo, basta avere la possibilità di mettere on-line un contenuto.

instantempo – chi vince?

Tra i partecipanti al SEO contest instantempo ci potranno essere ben 8 vincitori che verranno determinati il 6 Dicembre, da una ricerca effettuata su Google.it impostando il filtro temporale su tutto il 2010.

  • Il primo premio andrà a chi riuscirà a posizionarsi primo su Google.it per la chiave di ricerca “instantempo“.
  • Il secondo premio andrà a chi saprà posizionarsi meglio con la keyword “instantempo“, globalmente, sui motori Google.it, Blog, Discussioni, Immagini, Video, News e Aggiornamenti.
    Per ognuno di questi motori di ricerca interni a Google, verranno assegnati 10 punti a chi sarà primo, 9 a chi sarà secondo, 8 a chi sarà terzo e così via. La somma dei punteggi ottenuti in ogni motore determinerà il vincitore del secondo premio.
  • Il terzo premio andrà a chi riuscirà a essere meglio posizionato su Google con un contenuto Twitter, Youtube o Facebook, sempre sulla chiave “instantempo“.
  • Il quarto premio andrà a colui che non ha ricevuto nessuno degli altri premi ma si posizione meglio con con i Rich Snippet di Google per la chiave “instantempo“.
  • Il quinto premio sarà per chi scriverà il migliore articolo sul tema “instantempo” relativamente al contesto SEO.
  • Il sesto premio lo vincerà chi posizionerà per primo il proprio twitter o account twitter su Google.it, con la chiave “instantempo“.
  • Il settimo premio andrà al possessore della Facebook Fan page che si posizionerà per prima su Google.it sempre con la chiave “instantempo“.
  • Infine l’ottavo premio andrà al video o canale Youtube meglio posizionato per la chiave “instantempo” su Google.it.

instantempo – regolamento

Le regole sono poche e semplici:

  • E’ possibile utilizzare qualsiasi tecnica e sono concesse tutte le regole SEO.
  • I vincitori saranno determinati in base ai risultati delle ricerche ottenute il 6 Dicembre alle ore 12.00 su Google.it impostando tutto il 2010 come filtro temporale.

instantempo – i premi

  • Primo premio: un iPad donato da 3BMeteo.com
  • Secondo premio: un ingresso al quinto convegno GT
  • Terzo premio: partecipazione gratuita al Corso SEO online GT
  • Quarto premio: un buono di 150 euro spendibili su Libreriastrategica.it
  • Quinto premio: accesso annuale all’area GT Top SEO SEM
  • Sesto, settimo e ottavo premio: il nuovo libro sul SEO di Giorgio Taverniti con tanto di autografo.

Questo a grandi linee è tutto che c’è da sapere su instantempo.
La premiazione avverrà Sabato 11 Dicembre 2010 a Riccione nella cerimonia successivamente alla prima giornata del quinto convegno GT a cui sono invitati tutti i partecipanti del forum GT.

Voi parteciperete?

5 Ragioni per prendersi una pausa

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 02/08/2010

seo-pausa

Anche quest’anno è arrivato agosto. C’e’ chi a breve partirà per le sue vacanze, chi è già tornato, chi ha deciso che per quest anno “passa” (ma come fate?) e chi, ahimè, non ha ancora deciso cosa fare per le tanto attese ferie.

Non molti giorni fa ho letto un interessante articolo dal titolo “5 Reasons to Take A Break From Your Blog” di Bob Bessette e devo dire che condivido pienamente la sua idea.

Prendersi una pausa dall’attività di blogging può avere effetti molto positivi per almeno cinque ragioni:

  • Ci dà tempo per riflettere: facendoci notare che scrivere continuamente aumenta lo stress. Non a causa del fatto che scrivere non ci gratifichi, ma a causa magari di quella pressione derivante dal fatto che noi stessi ci prefiggiamo di mantenere sempre una certa cadenza di tempo tra un post e un altro.
  • Ci rivitalizza: è vero che una lunga pausa può essere controproducente in termini di visite e di ranking. E’ anche vero però che fermarci aiuta a riorganizzare le idee, a partorirne di nuove e a ritrovare le energie per scrivere e riprendere le nostre attività con un nuovo vigore.
  • E’ terapeutico: lo stress derivante dall’auto-imposizione di dover scrivere almeno un articolo ogni tot tempo scompare e l’effetto benefico che ne deriva coinvolge tutta la nostra vita.
  • Rinforza la nostra passione di scrivere: chi scrive costantemente sa bene che comporta la dedizione di una certa quantità di tempo. Occorre trovare gli argomenti, documentarsi, scrivere un buon articolo, ottimizzare il contenuto e trovare immagini o realizzare video d’effetto. Il completo coinvolgimento in questo processo ci fa forse perdere di vista il vero motivo per cui scriviamo: scriviamo perché ci piace farlo e perchè ci piace e ci gratifica condividerlo con gli altri.
    Se il tuo piacere nello scrivere è calato o se non ti gratifica come un tempo allora è forse il momento di prendersi una bella pausa.
  • Aiuta ad apprezzare gli amici del tuo blog: Bob ci racconta che durante la sua lunga pausa (nel suo caso purtroppo derivata da una perdita familiare) ha sentito molto la vicinanza delle persone che lo seguivano e che sono riuscite a dargli un grande sostegno in un momento difficile. E’ riuscito ad apprezzare ancora di più gli amici del suo blog ma soprattutto a sentirne l’umanità.

Anche io come Bob penso che una pausa per un blogger ha sicuramente anche tanti lati positivi.
Voi non siete d’accordo?

Proprio per questo anche regole-seo si prende una bella pausa-vacanze per tornare dopo il mese di agosto con tanti nuovi articoli e idee.

Facendovi i migliori auguri di buone ferie vi lascio questo bellissimo video che spero lasci a voi la stessa magica sensazione che lascia a me.
La sfida è questa: riuscite a guardarlo senza sorridere e provare una crescente emozione e voglia di volare via?

Durante questo mese di sosta potrete seguire le mie segnalazioni su twitter, la pagina di regole-seo su facebook, su friend-feed o identica.

E voi?
Che vacanze vi aspettano?

URL rewrite e .htaccess: nozioni ed esempi

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 26/07/2010

Conoscere e mettere in pratica l’url rewrite. [Parte 2 di 2]

Vai alla prima parte » Url rewrite

mod_rewrite

Nello scorso articolo abbiamo visto cosa è l’url rewrite e le differenze tra url rewrite e redirect 301 per capire in quali casi conviene usare uno o l’altro, visto che spesso c’è chi li confonde.

Non ci resta che vedere come si realizza l’url rewrite, tramite modulo mod_rewrite di Apache e un po’ di esempi su come utilizzarlo per risolvere alcuni tra i problemi più classici.

Il modulo mod_rewrite di Apache è un modulo che fornisce un potente mezzo per la manipolazione delle url. Tramite il mod_rewrite è possibile ottenere qualsiasi tipo (o quasi) di manipolazione degli indirizzi. Questo in molti casi implica uno sforzo non indifferente da parte di chi dovrà scrivere le regole di rewrite, spesso molto complicate.

Nello scrivere queste regole è sempre importante essere certi della loro correttezza, poiché un cattivo uso potrebbe causare dei problemi al funzionamento dell’applicazione e al server che la ospita.

Prima di vedere alcuni esempi di regole da inserire nel file .htaccess occorre sapere cosa sono le Rewrite Conditions e le Rewrite Rules.

Rewrite Conditions

Realizzata dalla direttiva RewriteCond definisce una regola condizionale.
La RewriteRule che segue una o più RewriteCond viene applicata solo se la url richiesta al server corrisponde al pattern della RewriteRule stessa e se tutte le RewriteCond precedenti sono verificate.

Come vedremo negli esempi è possibile appendere a ogni RewriteCond i seguenti flag, separati da una virgola in caso siano più di uno:

  • [NC] fa si che il pattern della RewriteCond sia valutato in modalità case insensitive
  • [OR] utilizzato per valutare in OR logico due RewriteCond consecutive.

Rewrite Rules

Realizzata tramite la direttiva RewriteRule, si occupa di definire il rewrite effettivo.

Si compone di 4 parti:
rewriterule

Anche in questo caso dunque è possibile appendere i seguenti flag separati eventualmente da una virgola:

  • [R] redirige la url invocata ad un indirizzo esterno al nostro dominio inviando un response code 302 (MOVED TEMPORARILY).
  • [F] proibisce l’accesso alla url invocata restituendo un response code 403 (FORBIDDEN).
  • [G] definisce la url invocata come non più presente restituendo un response code 410 (GONE).
  • [L] forza il processo di rewrite a fermarsi e a non considerare le regole di rewrite successive.
  • [P] identifica la url come una richiesta al proxy passando il controllo al modulo mod_proxy.

Espressioni regolari

Per comprendere il funzionamento dei pattern usati nelle nostre regole per identificare le url occorre conoscere la sintassi delle espressioni regolari.
Qui di seguito mi limiterò ad elencare solo alcuni punti chiave per la comprensione delle espressioni regolari usate negli esempi.
Esiste molto materiale sul web realivo alle espressioni regolari e a questo sito
http://www.devarticles.com/c/a/ASP/The-Complete-Regular-Expression-Guide/
potete trovare una guida che può essere un buon punto di partenza.

  • Identificatori di testo:
    . qualsiasi carattere
    [abc] a, b oppure c
    [^abc]a, né bc
    abc|def abc oppure def
  • Quantificatori:
    ? 0 o 1 occorrenze dell’identificatore di testo precedente
    * 0 o N occorrenze dell’identificatore di testo precedente (N>0)
    + 1 o N occorrenze dell’identificatore di testo precedente (N>1)
  • Raggruppamento:
    (identificatori di testo) le parentesi tonde sono un modo per identificare un gruppo di identificatori di testo come una singola unità atomica.
  • Ancore:
    ^ inizio linea
    $ fine linea
  • Escape:
    \ esegue l’escape del carattere che segue
  • Negazione:
    è possibile eseguire la “negazione” di un determinato pattern facendolo precedere dal carattere punto esclamativo !

Non resta che vedere qualche esempio delle regole di rewrite da inserire nel file .htaccess situato nella root del nostro sito per andare incontro ad alcune classiche esigenze.

Esempi di regole di rewrite per esigenze classiche

Va detto che perché le regole di rewrite funzionino il modulo mod_rewrite di Apache deve essere abilitato all’interno del file httpd.conf della configurazione di Apache. A questo indirizzo
http://www.mrwebmaster.it/apache/articoli/guida-pratica-modulo-rewrite-apache_819.html
potete trovare un’ottima guida su come abilitare il mod_rewrite di Apache.

NOTA: per ragioni di spazio alcune linee di codice molto lunghe che definiscono le regole vanno inevitabilemnte a capo. Per questo motivo accanto ad ogni riga effettiva ho inserito il numero di riga (Es: 1-)

  • Realizzare url più brevi e SEO-friendly
    Spesso per vincoli implementativi dipendenti anche dalle tecnologie utilizzate ci troviamo di fronte ad url troppo lunghe e poco seo-friendly. E’ allora opportuno (prima della messa on-line per evitare problemi di duplicazione dei contenuti) adottare opportune regole come la seguente:

    1- RewriteEngine On
    2- RewriteRule /prodotti/([a-z]+)/([0-9]+).html http://www.MioDominio.com/
       gestione_prodotti/prodotti.action?categoria=$1&idProdotto=$2 [L]


    Questo ci permette di ottenere una url più breve e amichevole sia per gli utenti che per i motori di ricerca.
    Da notare alcune cose:
    Innanzitutto non bisogna appendere alla prima parte dell’istruzione il nome del dominio (http://www. MioDominio.com). Infatti occorre inserire l’indirizzo a partire dalla root del sito (/).
    Ricordo inoltre che nel caso di nomi di file contenenti degli spazi (cosa sempre altamente sconsigliata:)) occorre utilizzare i doppi apici per definire l’indirizzo.

    Le espressioni ([a-z]+) e ([0-9]+) indicano una porzione variabile della url che può contenere una qualsiasi serie di lettere nel primo caso e una qualsiasi serie di numeri nel secondo. Queste variabili verranno usate per realizzare la rewrite.
    Infatti il simbolo $ seguito da un numero ($1 e $2 nel nostro caso) utilizzato nella parte destra della nostra regola serve per richiamare (posizionalmente) tali variabili presenti nella parte di sinistra.

    Dunque avremmo che la url SEO-friendly da esporre sarà ad esempio http://www.MioDominio.com/prodotti/casa/150.html e grazie alla rewrite rule genererà in realtà il contenuto della url http://www.MioDominio.com/gestione_prodotti/prodotti.action?categoria=casa&idProdotto=150

  • Proteggere file e immagini
    Talvolta alcuni webmaster espongono il link diretto al download di un file situato sul nostro sito o ad un’immagine presente su una nostra pagina web.
    Con le seguenti regole la richiesta viene rediretta a http://www.MioDominio.com/ se la chiamata non proviene da http://MioDominio.com, http://www.MioDominio.com o http://62.149.140.159

    1- RewriteEngine On
    2- RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^$ [NC]
    3- RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^http://MioDominio.com [NC]
    4- RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^http://www.MioDominio.com [NC]
    5- RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^http://62.149.140.159 [NC]
    6- RewriteRule ^.*$ http://www.MioDominio.com/ [R,L]

  • Domini differenti per lo stesso sito
    In alcuni casi lo stesso sito deve essere accessibile da url differenti come ad esempio MioDominio.com e www.MioDominio.com.
    Con la seguente regola di rewrite una url come http://MioDominio.com/about.html si risolverà come un’effettiva chiamata alla url http://www.MioDominio.com/about.html.

    1- RewriteEngine On
    2- RewriteCond %{HTTP_HOST} !^MioDominio.com$ [NC]
    3- RewriteRule ^(.*)$ http://www.MioDominio.com/$1 [R,L]


    NOTA: nel caso di più domini che corrispondano allo stesso sito tenete sempre ben presente gli eventuali problemi di duplicazione dei contenuti.

  • Rewrite del dominio su una directory
    Se si ha la necessità di fare rispondere una specifica directory all’invocazione del dominio è possibile usare la seguente regola:

    1- RewriteEngine On
    2- RewriteCond %{HTTP_HOST} ^www.MioDominio.com$
    3- RewriteCond %{REQUEST_URI} !^/miaDirectory/
    4- RewriteRule ^(.*)$ /miaDirectory/$1


    In tal caso l’invocazione del dominio http://www.MioDominio.com si risolve in una chiamata alla url http://www.MioDominio.com/miaDirectory/

  • Visualizzare i contenuti opportuni in base allo user agent
    Se doveste avere la necessità di mostrare dei contenuti sulla base dello user agent dell’utente potete servirvi di una regola di rewrite simile alla seguente:

    1-  # MS Internet Explorer - Mozilla v4
    2-  RewriteEngine On
    3-  RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^Mozilla/4(.*)MSIE
    4-  RewriteRule ^index\.html$ /index.IE.html [L]
    5-  
    6-  # Netscape v6.+ - Mozilla v5
    7-  RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^Mozilla/5(.*)Gecko
    8-  RewriteRule ^index\.html$ /index.NS5.html [L]
    9-  
    10- # All other browsers
    11- RewriteRule ^index\.html$ /index.default.html [L]


    In questo caso, invocando la url http://www.MioDominio.com/index.html, se il campo User-Agent dell’ http header della richiesta inizia con “Mozilla/4″ e si tratta di Internet Explorer (MSIE), allora sarà eseguita una rewrite sulla pagina http://www.MioDominio.com/index.IE.html (e non verranno considerate le regole successive).
    Se invece il campo User-Agent inizia con Mozilla/5 e si tratta di Netscape (Gecko), sarà eseguita la rewrite su http://www.MioDominio.com/index.NS5.html
    Infine, per tutti gli altri browser verrà eseguita la rewrite alla url http://www.MioDominio.com/index.default.html

Per concludere ecco il link alla documentazione del modulo mod_rewrite di Apache.

Vai alla prima parte » Url rewrite

URL rewrite

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 12/07/2010

Conoscere e mettere in pratica l’url rewrite. [Parte 1 di 2]

Vai alla seconda parte » URL rewrite e .htaccess: nozioni ed esempi

rewrite-url

Questo articolo, dedicato all’url rewrite, è rivolto soprattutto a coloro che hanno una gran confusione in testa dovuta al fatto che spesso anche chi ha una certa competenza in materia usa indistintamente il termine rewrite e redirect.
In realtà sono due cose ben distinte, con scopi diversi e che permettono quindi di andare incontro a esigenze diverse anche in ambito SEO.

E’ del tutto normale che, proprio a causa di questa leggerezza nell’uso dei due termini, ci siano clienti che richiedono un redirect 301 quando in realtà necessitano di un url rewrite o viceversa.
E forse è anche normale che uno sfortunato cliente che si trovi a interagire con un consulente di profilo junior, richiedendo un url rewrite per andare incontro alle proprie esigenze SEO, si ritrovi appunto implementata un url rewrite (come da lui richiesto) quando in realtà ciò che avrebbe dovuto essere realizzato era un redirect 301 .

Dividerò l’articolo in due parti. In questa prima parte vedremo cosa è l’url rewrite, quali sono le differenze tra url rewrite e redirect 301 e quando conviene usare uno o l’altro.
Nel prossimo articolo vedremo invece come realizzare l’url rewrite tramite il modulo mod_rewrite di Apache e un po’ di esempi per andare incontro ad alcune delle problematiche più comuni che richiedono l’utilizzo di url rewrite.

Che cos’ è l’url rewrite?

Effettuare un url rewrite significa fare in modo che quando il server riceve una richiesta http per una determinata url, tale richiesta viene “convertita” in una richiesta ad una url differente che sarà quella che effettivamente genererà il contenuto della pagina web.
Esiste dunque un mapping tra una determinata url richiesta (originaria) e un’altra che sarà quella effettiva che genererà il contenuto.
Il tutto avviene lato server e il browser dell’utente non si accorge di nulla. La url che l’utente continuerà a vedere nella barra degli indirizzi sarà quella originaria. Discorso analogo per gli spider dei motori di ricerca.

Questo significa anche che realizzando una url “A” SEO-friendly mappata su una url “B” che è l’effettiva url che genererà la pagina web, avremo due url che se invocate dal browser genereranno lo stesso contenuto.
A chi si occupa di SEO a questo punto dovrebbe suonare il campanello d’allarme relativo ai contenuti duplicati.

Come vedremo tra poco esistono comunque situazioni in cui ha decisamente più senso l’utilizzo dell’url rewrite anziche del redirect 301.

Differenza tra url rewrite e redirect 301

Dopo quanto detto relativamente all’url rewrite e dopo aver letto questo articolo http://www.regole-seo.com/redirect-301-pagerank dedicato al redirect 301 ci accorgiamo che in effetti sono due cose ben diverse.

Che cosa avviene con un url rewrite:

  • CLIENT – Richiesta url A
  • SERVER – Ricezione richiesta url A
  • SERVER – Rewrite della url A con la url B
  • SERVER – invio dei contenuti generati dalla url B al CLIENT
  • CLIENT – Ricezione dei contenuti generati dalla url B

Il client dunque è ignaro dell’esistenza della url B. L’utente o lo spider di un motore di ricerca invocano la url A e ricevono i contenuti di una url differente (B) mai invocata.
L’utente nella sua barra degli indirizzi vedrà sempre la url A.

Che cosa avviene con un redirect 301:

  • CLIENT – Richiesta url A
  • SERVER – Ricezione richiesta url A
  • SERVER – Invia al CLIENT un response code 301 indicando che la url A è stata permanentemente spostata alla url B
  • CLINET – ricezione del response code 301 e invio richiesta per la url B
  • SERVER – Ricezione richiesta url B
  • SERVER – invio dei contenuti generati dalla url B al CLIENT
  • CLIENT – Ricezione dei contenuti generati dalla url B

In questo caso il client è consapevole dell’esistenza delle due url A e B ed effettua effettivamente due richieste al server.
L’utente nella sua barra degli indirizzi vedrà comparire la url B.

Url rewrite o redirect 301? Che cosa conviene usare?

Vista la differenza di funzionamento, ragionando un poco diventa facile capire in quale caso sia più opportuno usare una tecnica piuttosto dell’altra.
Utilizzeremo due esempi che dovrebbero illustrare in maniera piuttosto completa le problematiche e i vantaggi relativi alle due soluzioni.

Per quanto riguarda le necessità SEO, possiamo dire che se il vostro sito è on-line e decidete di modificare delle url per renderle più seo-friendly allora quello che dovete fare è utilizzare dei redirect 301 per almeno due buoni motivi:

  • Evitate i problemi di contenuti duplicati. Infatti con l’url rewrite avreste due indirizzi in grado di generare lo stesso contenuto: la url nuova (seo friendly) e quella vecchia che probabilmente è già presente nei link di altri siti e nelle SERP dei motori di ricerca.
  • Nessuna perdita di PageRank (come descritto in questo articolo http://www.regole-seo.com/redirect-301-pagerank). Tramite url rewrite il valore di PageRank guadagnato dalla vecchia url non verrebbe trasferito alla nuova url.

Supponete invece che il vostro sito abbia una nuova sezione, diciamo relativa ad un concorso, in comune con altri siti e situata dunque su un suo dominio differente.
L’utente potrebbe essere spaesato nel cliccare il link del concorso sul vostro sito e ritrovarsi su un dominio diverso.
Anche da un punto di vista marketing potreste avere qualche problema visto che chi ha pagato per avere dei banner sul dominio del vostro sito se li ritroverebbe invece su un dominio sconosciuto.
Ecco che in questo caso ci viene in aiuto l’url rewrite:
nel nostro sito pubblicheremo il link al concorso con una url fittizia “www.mioDominio.com/concorso” (relativa al nostro dominio e seo-friendly) e imposteremmo una regola di mapping tra quest’ultima e l’effettiva url “www.amministrazione-concorsi/concorso” facendo felici utenti e marketing.
Infatti al click sul link del concorso “www.mioDominio.com/concorso” il server risponderà con i contenuti di “www.amministrazione-concorsi/concorso” ma l’utente continuerà a vedere nella barra degli indirizzi “www.mioDominio.com/concorso”.

Chiaramente poiché la url reale non verrà mai esposta sul web non dovrebbe mai entrare negli indici dei motori di ricerca o nei link di siti esterni e quindi anche in termini di duplicazione di contenuti non si corre alcun rischio.

Vai alla seconda parte » URL rewrite e .htaccess: nozioni ed esempi

Double result (o double listing) in Google

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 04/07/2010

double-result-double-listing

Double result, double listing, indent listing. Sono tutti nomi per identificare un potente mezzo tramite il quale possiamo dare maggiore visibilità al nostro sito web all’interno dei risultati di Google.

Ottenere il double result tra i risultati di ricerca di Google significa ottenere per il proprio sito web due risultati uno in seguito all’altro, anziché uno solo tra i primi 10 risultati di Google.

Infatti, data una chiave di ricerca, quando Google trova due risultati per lo stesso sito aventi entrambi posizione compresa tra i primi 10 risultati, i due risultati vengono accorpati.
Il primo (il più rilevante) verrà visualizzato nella sua posizione naturale mentre il secondo verrà visualizzato indentato (indent listing) subito sotto al primo anche se la sua posizione naturale non sarebbe stata quella immediatamente successiva.
L’immagine qui sotto è un chiaro esempio di ciò che si ottiene con il double result.

double-result-regole-seo

E’ dunque ovvio che il nostro sito otterrebbe molti più click e visite in quanto una seconda pagina non posizionata bene come la prima potrebbe fare un bel salto in avanti nella SERP fino a raggiungere la posizione della pagina meglio posizionata.

Supponiamo ad esempio che nella prima pagina di Google (normalmente composta da 10 risultati), per una determinata query di ricerca si ottenga una pagina in posizione 1 e una in posizione 9. In questo caso si otterrebbe un duble listing che vede accorpati i due risultati nella prima e nella seconda posizione.

Dunque mi sento proprio di dire che il double result è un aspetto importante e che sarebbe da pazzi non tenerlo in considerazione per aumentare notevolmente la propria visibilità soprattutto per nicchie poco competitive.

Come ottenere il double result

  • Innanzitutto, se già non lo avete fatto, occorre posizionare una pagina tra i primi 10 risultati di Google su una determinata keyword seguendo, ad esempio, le regole di seo on-page e seo off-page e gli articoli di approfondimento sul SEO che trovate qui su regole-seo.
  • Il passo successivo è creare una seconda pagina ottimizzata per la stessa keyword per cui è stata ottimizzata la prima pagina. La cosa importante è che però i contenuti delle due pagine siano diversi per non incappare nei problemi di contenuti duplicati che molto probabilmente causerebbero l’uscita dalla SERP di una delle due pagine.
  • Ora occorre collegare la seconda pagina con un link inserito nella prima usando nell’anchor text la keyword per cui le pagine sono state ottimizzate.
  • Infine avremo bisogno di far salire la seconda pagina almeno fino alla decima posizione nel ranking di Google. Anche questa volta potremo affidarci alle regole SEO utilizzate nel primo punto o magari fare affidamento su pochi inbound link di buona qualità.

Chiaramente realizzare il double listing non è sempre semplice. Il mio consiglio è quello di identificare le pagine del vostro sito che già sono posizionate nei primi 10 risultati della SERP e creare per queste una seconda pagina che magari metta in luce altri aspetti dello stesso argomento o magari che approfondisca un aspetto ad esso correlato.
In questo modo dovrebbe essere più semplice ottenere un double result realizzando un contenuto interessante, senza duplicazioni, correlato a quello della prima pagina e ottimizzato sulla stessa keyword.