SEO On-Page

Ultmima modifica: 07/05/2012

seo-onpage

In questa pagina, costantemente aggiornata per restare al passo coi tempi, sono raccolte le regole provenienti dalle fonti web e cartacee più accreditate in ambito di seo OnPage.
Va detto che la sola seo OnPage rappresenta una modesta percentuale di quei fattori che possono incidere sul buon posizionamento del sito e sulla sua considerazione sia da parte dei motori di ricerca che degli utenti stessi.

Una buona campagna promozionale, la buona condotta dei rapporti sociali nel web e tutti gli altri fattori appartenenti alla categoria seo OffPage, possono essere considerati i fattori che fanno la differenza.

Detto questo, è sicuramente vero che la stesura, la strutturazione e la costruzione dei contenuti e le attività riguardanti la seo OnPage, costituiscono una sorta di autocertificazione. Un qualcosa che dice al visitatore (sia esso uno spider o un utente): questo è un sito piacevole, ricco di contenuti utili e che può valere la pena memorizzare e condividere.

Vediamo dunque quali sono i fattori seo seo OnPage da tenere in considerazione suddividendoli in macro categorie:

KEYWORD

  • Scegliere le migliori keyword utilizzando sinonimi significativi e identificando quelle su cui risultano
    un numero minore di “competitor”.
    Strumenti utili a tale scopo: Google adwords Keyword Tool External, SEOChat Keyword-Difficulty-Check.
  • Cercare di posizionare (per quanto possibile) i contenuti e le keyword più rilevanti nella parte alta e a del codice della pagina. Posizionarle entro i primi 50-100 caratteri, o se possibilmente anche prima. Sembra che i motori prediligano le pagine con le keyword inserite prima, piuttosto che dopo.
  • Una volta identificate le keyword da utilizzare è opportuno ripeterle il più possibile nel contesto per aumentare il fattore di keyword density. E’ però importante che questo non pregiudichi la leggibilità del testo.
    Inoltre valori troppo elevati potrebbero essere controproducenti.
    L’utility on-line Live-keyword-analysis può essere d’aiuto proprio in questo.
    Stabilire un valore ottimale per la percentuale di keyword density di fatto non è possibile, ma la cosa non deve preoccupare. Cercare di ricavare a tutti i costi un valore ottimo di fatto non ha senso in quanto i motori di ricerca non si basano sul puro valore di keyword density per determinare l’attinenza di una pagina rispetto ad una query di ricerca.
    Come spiegato nell’articolo “Keyword density (realtà e leggende)” la keyword density va considerata nell’ottica di bilanciare il numero di keyword da usare per sottolineare a sufficienza il tema trattato senza rischiare di incorrere in Keyword stuffing.
  • Altro fattore importante è la keyword proximity, ovvero la vicinanza delle keyword all’interno del title, nei testi dei link, nei tag H1 e nei contenuti rispetto a possibili query di ricerca. Ove possibile sarebbe opportuno togliere articoli e congiunzioni che aumentano la distanza delle keyword e che probabilmente non verrebbero inseriti nelle query di ricerca. Avrete ad esempio notato che Google mostra per primi i risultati che contengono la frase cercata con la minore keyword proximity.
    L’utility Keyword Proximity Analyzer permette di analizzare questo fattore nel contenuto di una pagina rispetto a due parole/frasi fornite in ingresso allo strumento.
  • Anche se questo non inciderà molto sul posizionamento, più la parola chiave è vicina al dominio (in termini di distanza vera e propria all’interno dell’url), meglio è.
    L’url sito.com/parolachiave è sicuramente preferibile a sito.com/cartella/sottocartella/parolachiave
  • Determinare il numero uttimale di keyword da utilizzare in una pagina è sostanzialmente impossibile. Esiste però una semplice regola che da tempo pare funzionare bene a tale scopo:
    “2-3 ripetizioni su pagine brevi, 4-6 ripetizioni su pagine lunghe e sempre considerando che il numero di ripetizioni non deve danneggiare il senso del contenuto”.
    Andare oltre questi valori non porterebbe a benefici importanti e in ogni caso non è saggio essere aggressivi con questo parametro. Una ripetizione spropositata della stessa parola all’interno di una pagina potrebbe infatti essere interpretata come spam o Keyword stuffing dai motori di ricerca.
  • Le keyword a cui si desidera dare maggiore rilevanza dovrebbero essere sempre contenuta nel tag title, nel testo dei link, nel primo tag H1.
    Più si trovano “in alto” nel codice meglio è. Proprio per questo è meglio importare javascript e CSS da file esterni. In caso di javascript in pagina è preferibile posizionarlo nella parte più basse del codice.
    All’interno delle tabelle l’importanza delle celle decresce andando dall’alto a sinistra, verso il basso a destra.

TAG-TITLE

  • Il tag <title> è tenuto in grande considerazione dai motori di ricerca.
    Deve contenere le principali keyword su cui si vuole concentrare l’attenzione e, queste, devono essere pertinenti al contenuto.
    Deve essere diverso su ogni pagina e non deve essere troppo lungo (40-60 caratteri).
    Pare che 67 caratteri (compresi gli spazi) sia il massimo utilizzato da Google.
    Ove possibile evitare gli articoli.
    La prima parola contenuta nel title dovrebbe essere la keyword a cui si vuole dare più rilevanza.
    In ogni pagina la prima parola del titolo dovrebbe essere diversa.
    Il contenuto del tag title è ciò che verrà mostrato nel risultato di Google in caratteri più grandi come mostrato nella seguente immagine:
    tag-title
         

META-TAG DESCRIPTION

  • Il meta-tag description deve essere diverso in tutte le pagine e deve contenere una breve descrizione della pagina, riportando quelle keyword che si desidera evidenziare.
    Il contenuto del meta-tag description verrà visualizzato nello snippet che google restituisce agli utenti che effettuano la ricerca come mostrato nell’immagine sottostante:
    meta-tag-description
    Pare che relativamente al meta-tag description, Google mostri nel suo snippet un massimo di 156 caratteri spazi compresi.

META-TAG KEYWORD

  • Il meta-tag keyword non è più tenuto in considerazione in termini di SERP a causa dell’abuso che ne è stato fatto.
    E’ lo stesso Matt Cutts, software engineer di Google ad affermarlo e la sua frase è chiarissima:
    “Google does not use the keywords meta tag in web ranking”.
    Ad ogni modo il contenuto di questo meta-tag dovrebbe essere diverso in tutte le pagine e la teoria vorrebbe che ogni keyword venisse separata dall’altra tramite la virgola.

LINK

  • I testi dei link interni al sito e quelli provenienti dall’esterno, sono tenuti in grande considerazione dai motori di rcerca. Occorre dunque fare molta attenzione ai testi utilizzati per i link.
  • I link testuali sono da preferire rispetto ai link realizzati con immagini in quanto incidono in modo più significativo sull’indicizzazione.
    La lunghezza massima di un link o meglio dell’anchor text di un link non dovrebbe superare le 8 parole. Infatti Google indicizza le prime 8 parole dei link e non oltre.
  • Meno passaggi ci sono per raggiungere una pagina, più si conserva valore di Page Rank per quella pagina. Proprio per questo link interni che portano ad una pagina direttamente dalla home, hanno un valore maggiore.
  • Le pagine più linkate dall’interno del sito stesso hanno una tendenza a posizionarsi meglio e, quindi, linkare le pagine contenenti termini ad alta competitività da un gran numero di pagine del sito può essere d’aiuto.
    Una pratica utile è quella di utilizzare in ogni pagina un link che punti alla home il cui testo è o si basa sulla keyword principale per cui la home page è stata ottimizzata. In qiesto modo aiuteremo la home page a posizionarsi meglio su quella specifica keyword.
    Non è certo un caso infatti, il fatto che cercando il termine “clicca qui” su Google, i primi risultati riguardano il download di Windows Media Player e di Adobe Flash Player :)
  • A quanto pare Google e gli altri motori di ricerca si stanno impegnando a riconoscere la posizione in pagina dove il link viene inserito. Quindi, utilizzare i link all’interno dei contenuti (in stile Wikipedia) potrebbe portare dei vantaggi rispetto all’inserimento di link come quelli dei menù di navigazione.
  • E’ possibile che Google considera solo il primo link verso una risorsa che vede nell’HTML di una pagina. Questo implica che se dule link puntano alla stessa risorsa, il testo del secondo non verrà considerato per l’indicizzazione.
    Il test che ha dimostrato questo fenomeno risale però al 2007, è possibile dunque che le cose siano cambiate. In ogni caso sarebbe consigliabile usare sempre la stessa keyword per puntare ad una risorsa dalla stessa pagina. (Con “primo link” si intende quello che compare per primo all’interno del codice.
  • Sembra che Google abbia tolto moltissimo peso ai link presenti nel footer e, in misura minore, nella sidebar. Di conseguenza, se si utilizzano dei link per costruire un menù di navigazione, è consigliabile ai fini SEO, metterli in alto (in termini di codice), sopra i contenuti.
  • A quanto pare, oggi non è tanto importante la quantità di link verso il sito ma la qualità della provenienza e ancora di più l’”attinenza” delle fonti di provenienza con l’argomento trattato nella pagina lincata.
  • I link a siti/risorse esterne possono avere grande rilevanza. Sebbene occorre non esagerare con il numero di link che puntano all’esterno, se questi sono coerenti col tema e puntano a risorse di valore o autorevoli allora diventano sinonimo di qualità del sito e ne fanno aumentare la considerazione.
    Il fattore determinante è ancora una volta l’attinenza.

CONTENUTI

  • E’ opportuno utilizzare keyword nel primo paragrafo di una pagina. Una tecnica di scrittura valida può essere quella di iniziare con le conclusioni, per attirare da subito l’attenzione del lettore.
  • Usare spaziature tra i paragrafi, per aumentare la leggibilità.
  • In caso di contenuti generati da javascript o funzioni Ajax (e quindi non visibili agli spider) utilizzare i tag <noscript> per inserire testo alternativo da dare in pasto agli spider. Questi ultimi infatti non eseguono gli script presenti in pagina.
  • I contenuti non devono essere duplicati nel sito ne essere la copia di altri presenti su web. Questo potrebbe penalizzare i contenuti. Un ottimo strumento per la rilevazione del contenuto duplicato sia nel sito stesso che rispetto ad altri siti è rappresentato dall’utility copyscape
  • Nel caso di contenuti raggiungibili attraverso url differenti, i motori di ricerca rileverebbero del contenuto duplicato.
    In tal caso è opportuno ricorrere all’utilizzo della canonicalizzazione tramite il seguente tag canonical inserito nella sezione <head> della pagina che non deve essere indicizzata:
    <link rel=”canonical” href=”http://url_da_indicizzare” />
    In questo modo stiamo dicendo allo spider che la pagina da tenere in considerazione per il contenuto in esame è in realtà quella specificata nell’attributo href. In questo modo evitiamo dunque di subire penalizzazioni derivanti dall’indicizzazione di cntenuti dupplicati.
  • Una volta relizzata una pagina web, sarebbe opportuno testarne la visualizzazione con Lynx per capire come gli spider vedono i nostri contenuti e identificare ciò che potrebbe non aver ricevuto visibilità.

TABELLE

  • L’utilizzo delle tabelle è consigliato solo per mostrare effettivamente dati tabulari e non per costruire la struttura del sito. Le tabelle (soprattutto se innestate) infatti determinano una struttura più complessa e più ricca di tag, il tutto a discapito dei contenuti e della pulizia del codice che diventa meno leggibile agli occhi degli spider.

STRUTTURA E LAYOUT

  • La struttura e il layout della pagina deve permettere al visitatore di rispondere alle seguenti 3 domande:

    1. – Dove sono capitato? ⇒ area di intestazione e presentazione del sito (titolo e sottotitolo)
    2. – La pagina contiene ciò che ho cercato? ⇒ area di contenuto
    3. – Come esploro il resto del sito? ⇒ area del menù di navigazione

    Esempio:

    INTESTAZIONE
    (Dove sono capitato?)
    MENU’ DI NAVIGAZIONE
    (Come esploro il resto del sito?)
    CONTENUTI
    (La pagina contiene ciò che cercavo?)
  • Le pagine devono essere il più leggere possibile sia in termini di codice che in termini di peso dei contenuti (immagini ecc…).
    Occorre dunque prestare attenzione a:

    • Eliminare il codice inutile. Questo è un problema col quale dovrà sicuramente fare i conti chi utilizza editor html WYSIWYG per la realizzazione delle pagine web.
    • CSS e javascript devono essere importati da file esterno (in modo che vengano letti solo al primo accesso e poi messi in cache per gli accessi successivi).
    • Evitare l’utilizzo dei frame (i motori indicizzano pagine… …potrebbero puntare indicizzare un frame singolo e non l’intero frame set).
    • Evitare l’utilizzo di tabelle nidificate da cui deriva una maggiore quantità di codice ina pagina.
    • Utilizzare immagini leggere. Immagini troppo pesanti potrebbero non permettere agli spider di scaricare l’intero contenuto della pagina.
    • Evitare il più possibile spaziature inutili all’interno del codice. Questo può portare a diminuire ancora il peso di una pagina. Va comunque detto che spesso gli spazi e le tabulazioni sono molto utili alla leggibilità del codice e dunque non sempre è conveniente procedere in questo senso.
    • Dividere i contenuti su più pagine se i testi sono troppo lunghi. Questo potrebbe portare a una migliore indicizzazione in quanto le singole pagine diventerebbero più leggere ma soprattutto si potrebbero ottimizzare le singole pagine su keyword differenti.
  • Creare pagine W3C compliant. Questo è indice di qualità e i motori sono sempre più alla ricerca di siti di qualità al fine di fornire i migliori risultati agli utenti.
    Per testare la compatibilità W3C di una pagina ci viene in aiuto l’utilissimo plugin di firefox Html Validator

TAG HEADER

  • Sembra che rispetto a questi tag non ci sia una grande correlazione con siti che compaiono nei primi posti del SERP. Utilizzarli comunque nel modo corretto rimane una buona pratica.
    Una buona abitudine dovrebbe essere quella di usare i tag <H1> per i titoli dei paragrafi e <H2> per i sottotitoli e fare in modo che questi tag contengano delle keyword. In linea generale una pagina dovrebbe contenere un solo <H1>, due o tre <H2> e si potrebbe utilizzare <H3> per una lista di link interni contenenti keyword.
    Il tag <H1> dovrebbe contenere una parte delle keyword presenti nel title e nel meta-tag description.
    Non è buona norma includere interi paragrafi nei tag di intestazione o usare tali tag allo scopo di ottenere grassetti o evidenziare parole di un testo. Sarebbe opportuno usare questi tag solo per ciò che effettivamente rappresenta un titolo.

CORSIVO

  • L’utilizzo del tag per il corsivo <em> sembra avere una rilevanza maggiore rispetto allo <strong>.

GRASSETTO

  • Il grassetto sulle keyword sembra incidere poco sui posizionamenti. Ad ogni modo può essere utilizzato per evidenziare keyword del contenuto che compaiono nel title e nel meta-tag description.
  • Utilizzare il tag <strong> ed evitare il tag <b> (ormai deprecato).

IMMAGINI

  • All’interno dei tag <img> usare sempre l’attributo “alt”.
    Questo attributo sembra avere un certo peso in termini di seo e il consiglio è quello di associare a un contenuto testuale un’immagine avente nell’alt una keyword che compare anche nel contenuto nelle immediate vicinanze dell’immagine, nel tag <title> e nel meta-tag description
    Una buona idea potrebbe essere quella di usare delle immagini per costruire elenchi puntati di link interni contenenti keyword in modo da utilizzare l’attributo alt per rafforzare il testo del link ripetendolo anche nell’attributo alt.
  • L’attributo “title” del tag <img> può essere usato per definire i toltip visibili dagli utenti che posizioneranno il puntatore del mouse sopra l’immagine. La sua utilità in termini di seo non è dimostrata.
  • Utilizzare la keyword/keyphrase per il nome del file dell’immagine inserita nella pagina web può portare vantaggi sia nella ricerca delle immagini che nella normale ricerca in quanto anche in questa possono essere presentate delle immagini.

NOMI DI FILE

  • Utilizzare nomi di file delle pagine che si ispirano alle keyword utilizzate per la pagina stessa.
    Utilizzare il trattino o il trattino basso per separare le parole dei file o all’interno del dominio.
    Il mio consiglio personale è quello di usare il trattino al posto del trattino basso. A quanto pare due parole separate dal trattino basso vengono viste come una singola parola, diversamente da come avviene usando il trattino.
    Sebbene attualmente i motori di ricerca siano in grado di riconosecre e distinguere parole differenti anche se non separate l’una dall’altra, il trattino utlizzato per separare due parole sembra essere ancora una buona prassi.
  • E’anche utile non usare nomi di file troppo articolati (togliere articoli, congiunzioni ecc…).
  • In un sito con tanti contenuti, è opportuno organizzarli in opportune cartelle dai nomi parlanti, e separando i nomi composti delle cartelle utilizzando il trattino basso.
    Questo aiuta ad organizzare i contenuti a seconda dei contesti e a meglio descrivere la struttura del sito sia agli spider che agli utenti.
  • Per aumentare la leggibilità agli utenti, utilizzare caratteri minuscoli per i nomi di cartelle e file.

NOME DI DOMINIO E URL

  • Il nome del dominio dovrebbe contenere la keyword primaria. Una tecnica un po’ dispendiosa potrebbero essere quella di acquistare domini basati su keyword al solo scopo di redirect.
    E’ importante ricordare che il redirect deve sempre essere implementato lato server (i motori di ricerca non eseguono script lato client) e deve essere impostato un http response code 301. Solo in questo modo stiamo correttamente dicendo ad un motore di ricerca che l’url da indicizzare è definitivamente quello a cui stiamo redirigendo e non quello che innesca il redirect.
  • E’ consigliabile utilizzare un trattino per dividere domini composti da più parole.
    Se non dovesse essere possibile, in ogni caso i motori di ricerca sono ormai in grado di distinguere le singole parole anche se non separate.
  • Gli URL brevi sembrano avere più successo nelle SERP e hanno maggiori possibilità di essere copiati, incollati e condivisi.

URL REWRITING

  • Se possibile, tramite l’utilizzo di un rewrite engine, utilizzare tecniche di riscrittura delle url per renderle più parlanti.
    Ad esempio in caso di server Apache ci si può affidare al modulo mod_rewrite.

PDF

  • Visto che i motori di ricerca indicizzano molto bene anche questo tipo di file, può essere un’ottima idea ottimizzare anche i contenuti su file pdf.
    Si possono utilizzare le “note” per le immagini e gli stili di intestazione per evidenziare i titoli.
    Utilizzare nomi parlanti per i file che non siano troppo complessi.
    Cercare di collegare i pdf da pagine con Page Rank elevato e non posizionare il file troopo in profondità nella struttura gerarchica dei contenuti del sito.