In un passato articolo avevo trattato la tematica della “presenza sul web” come uno dei fattori fondamentali relativo alla SEO off-page.
Dalla “presenza” deriva direttamente il concetto di “popularity” che di fatto è ciò che accompagna sempre i siti di successo.
Dopo l’arrivo di Google+ e della possibilità di creare Google fan page, abbiamo a disposizione un nuovo potente mezzo per aumentare la nostra presenza e la nostra popolarità nel web.
Vediamo allora come creare una fan page su Google+.
E’ un documento realizzato e mantenuto da SEOmoz.
Rappresenta una completa cronologia di tutti i cambiamenti apportati all’algoritmo di Google a partire dal 2003.
Ogni anno Google effettua circa 500 cambiamenti alle sue logiche di indicizzazione dei contenuti.
Molti di questi cambiamenti hanno un impatto minimo sulla generazione dei risultati, mentre pochi altri possono incidere in modo significativo.
Conoscere questi cambiamenti, e soprattutto il momento in cui vengono realizzati, può essere di grande aiuto nella SEO e in modo particolare nel determinare i motivi degli spostamenti del proprio sito all’interno della SERP di Google.
E’ vero; questa volta sono arrivato veramente al limite delle forze alla fine dell’anno lavorativo.
Proprio per questo motivo ho deciso di staccare completamente la spina per tre settimane.
Inizialmente, lo ammetto in tutta sincerità, ero un po’ preoccupato su come la cosa avrebbe potuto incidere negativamente sull’andamento di regole-seo.
Ho deciso però di chiudere entrambi gli occhi e di buttarmi, aiutato da un po’ di eccitazione derivante dalla curiosità di conoscere quello che effettivamente sarebbe potuto accadere.
Oggi vi parlo del nuovo libro “SEO e SEM: Guida Avanzata al Web Marketing” (edizioni FAG Milano) a cui io stesso ho collaborato con consigli e suggerimenti relativi ai vari argomenti trattati dall’autore Marco Maltraversi.
Come è facile evincere dal titolo, il libro tratta i vari aspetti del posizionamento nei motori di ricerca e le varie strategie SEO on-page, SEO off-page e SEM.
Sul sito ufficiale www.libro-seo.it vengono pubblicati documenti, notizie strumenti e informazioni utili a corredo del lbro.
Il libro di 435 pagine attualmente ha un prezzo di copertina di 36 € e potrete ricevere uno sconto del 10% diventando fan della pagina facebook www.facebook.com/seolibro.
Può essere acquistato anche on line nei negozi che trovate a questa pagina: www.libro-seo.it/Acquista-libro-SEO
Personalmente credo che il libro sia molto valido e soprattutto completo negli argomenti trattati.
Spero che il mio consiglio non vi sembri troppo retorico visto regole-seo viene citato all’interno del libro e che il mio nome compare sul retro del libro.
Sono davvero sicuro che questo testo rappresenti un’ottima risorsa in italiano per tutti i webmaster, sviluppatori web, marketing, blogger, e reputo quest’opera adatta a tutti coloro che devono affrontare i vari aspetti e le tematiche del mondo della SEO.
Qui di seguito vi lascio un’elenco dei principali argomenti trattati che troverete in maniera più dettagliata in questa pagina: www.libro-seo.it/Argomenti.aspx.
Anche quest’anno è arrivato agosto. C’e’ chi a breve partirà per le sue vacanze, chi è già tornato, chi ha deciso che per quest anno “passa” (ma come fate?) e chi, ahimè, non ha ancora deciso cosa fare per le tanto attese ferie.
Prendersi una pausa dall’attività di blogging può avere effetti molto positivi per almeno cinque ragioni:
Ci dà tempo per riflettere: facendoci notare che scrivere continuamente aumenta lo stress. Non a causa del fatto che scrivere non ci gratifichi, ma a causa magari di quella pressione derivante dal fatto che noi stessi ci prefiggiamo di mantenere sempre una certa cadenza di tempo tra un post e un altro.
Ci rivitalizza: è vero che una lunga pausa può essere controproducente in termini di visite e di ranking. E’ anche vero però che fermarci aiuta a riorganizzare le idee, a partorirne di nuove e a ritrovare le energie per scrivere e riprendere le nostre attività con un nuovo vigore.
E’ terapeutico: lo stress derivante dall’auto-imposizione di dover scrivere almeno un articolo ogni tot tempo scompare e l’effetto benefico che ne deriva coinvolge tutta la nostra vita.
Rinforza la nostra passione di scrivere: chi scrive costantemente sa bene che comporta la dedizione di una certa quantità di tempo. Occorre trovare gli argomenti, documentarsi, scrivere un buon articolo, ottimizzare il contenuto e trovare immagini o realizzare video d’effetto. Il completo coinvolgimento in questo processo ci fa forse perdere di vista il vero motivo per cui scriviamo: scriviamo perché ci piace farlo e perchè ci piace e ci gratifica condividerlo con gli altri.
Se il tuo piacere nello scrivere è calato o se non ti gratifica come un tempo allora è forse il momento di prendersi una bella pausa.
Aiuta ad apprezzare gli amici del tuo blog: Bob ci racconta che durante la sua lunga pausa (nel suo caso purtroppo derivata da una perdita familiare) ha sentito molto la vicinanza delle persone che lo seguivano e che sono riuscite a dargli un grande sostegno in un momento difficile. E’ riuscito ad apprezzare ancora di più gli amici del suo blog ma soprattutto a sentirne l’umanità.
Anche io come Bob penso che una pausa per un blogger ha sicuramente anche tanti lati positivi.
Voi non siete d’accordo?
Proprio per questo anche regole-seo si prende una bella pausa-vacanze per tornare dopo il mese di agosto con tanti nuovi articoli e idee.
Facendovi i migliori auguri di buone ferie vi lascio questo bellissimo video che spero lasci a voi la stessa magica sensazione che lascia a me.
La sfida è questa: riuscite a guardarlo senza sorridere e provare una crescente emozione e voglia di volare via?
Quanto incide la site age ovvero l’età di un dominio sul suo posizionamento nei motori di ricerca?
Matt Cutts interviene per darci delle risposte nel video che trovate infondo all’articolo.
Personalmente ritengo che l’età di un sito sia importante ma che incida solo indirettamente sul posizionamento. Prima di chiarire meglio questo aspetto ecco quanto ci dice Matt Cutts sull’argomento.
In sostanza alcune agenzie di web hosting stavano diffondendo delle e-mail secondo le quali Google “premiava” in termini di posizionamento nel caso di registrazione del proprio dominio per almeno tre anni.
Google però non ha mai detto nulla del genere.
Questa falsa informazione, suppone Matt Cutts, può essere derivata dal fatto che Google ha registrato (nel 2002) un brevetto che permette di utilizzare i dati storici di un sito per determinarne il posizionamento.
Dunque a livello teorico il periodo di tempo in cui un sito risulta registrato, così come anche l’autorevolezza e la popolarità durante il periodo di vita del sito potrebbero venire utilizzati da Google (insieme a tutti gli altri fattori) per determinare il ranking di un sito.
Matt Cutts precisa che Google brevetta moltissime idee ma questo non significa che tutte vengano utilizzate per determinare il posizionamento dei siti web in Google.
Il suo consiglio è dunque quello di puntare sempre e comunque sulla qualità del sito e dei suoi contenuti e la qualità dei link ricevuti. Questo fa la differenza indipendentemente dagli anni di registrazione del dominio.
Certamente l’età di un sito non incide direttamente sul posizionamento. Dire a prescindere, ad esempio, che un sito di quattro anni è posizionato meglio di un sito di un anno non ha assolutamente senso.
L’età però resta un fattore che può incidere indirettamente sul posizionamento in quanto maggiore è il tempo per cui un sito è presente sul web, maggiore sarà la possibilità di avere incrementato la sua presenza e la sua link popularity.
Come ci dice Matt Cutts Google può dunque basarsi sulle informazioni storiche relative ad un sito ma ciò che viene considerato è l’autorevolezza e la qualità allo scorrere del tempo.
Dobbiamo dunque ancora una volta tornare a concentrarci sui contenuti e sulle strategie per promuovere il nostro sito in modo efficace.
Il fatto poi, che grazie alla qualità e alla promozione dei contenuti, l’aumento della popolarità sia direttamente proporzionale all’età del sito credo che rientri nell’ordine naturale delle cose
Vi lascio al breve video di Matt Cutts relativo alla “site age e posizionamento”
L’iscrizione del proprio sito alle web directory è una delle strategie SEO off-page usate per acquisire link in ingresso.
Partite dal presupposto che le web directory altro non sono che dei raccoglitori di link organizzati in categorie. Non possiamo aspettarci dunque che agli occhi dei motori di ricerca il valore del link esposto su una web directory sia equivalente a quello di un link situato in un sito che tratta un argomento molto vicino al nostro.
Inoltre, la percentuale di utenti che utilizza le web directory per trovare ciò che cerca è molto più bassa rispetto a quella delle persone che utilizzano i motori di ricerca.
Questo però non significa che l’utilizzo delle web directory per segnalare il proprio sito sia inutile. Vi sarà infatti già capitato che una query di ricerca in Google ritorni molti risultati di web directory a tema.
Inoltre anche se le persone che arriveranno sul nostro sito passando da una web directory saranno poche, saranno comunque utenti che potranno aprezzare i nostri contenuti per poi magari condividerli.
Le web directory, così come i motori di ricerca si propongono come obiettivo quello di aiutare l’utente ad identificare il sito giusto per soddisfare i suoi interessi. Per fare questo, diversamente dai motori di ricerca, sono organizzate in centinaia di categorie che dovrebbero facilitare l’utente nell’identificare le informazioni ricercate nel minor tempo possibile.
L’iscrizione di un sito ad una web directory generalmente richiede l’inserimento di un titolo, una url e una breve descrizione del sito associando una categoria tra quelle disponibili. In questo modo un utente potrà individuare la tematica del sito e decidere quale dei siti visitare.
Sul web si trovano centinaia di web directory ma non tutte sono di qualità e non tutte sono ben mantenute.
Quella che segue è una lista delle migliori web directory italiane con una breve descrizione:
Se volete potete contribuire all’ampliamento di questa lista segnalando qualche buona directory!
Restano da chiarire ancora alcune cose molto interessanti: in quali casi di contenuto duplicato subiamo o rischiamo di subire una penalizzazione? Agli occhi di Google i casi visti nella prima parte dell’articolo hanno la stessa probabilità di causare un danno all’indicizzazione? Come si può evitare il contenuto duplicato?
Come premessa, basandoci su quanto si dice nel Centro Webmaster di Google (CWG), possiamo dire che non sempre il contenuto duplicato è dannoso.
Nel caso di due pagine contenenti lo stesso contenuto, dice il CWG, Google tenderà a visualizzarne una sola.
Ok, ma allora qualcosa non torna… …le due frasi precedenti non sono in contraddizione?
La risposta è “no” o meglio “non sempre”. Infatti in alcuni casi l’indicizzazione di una sola url delle due (o N) contenenti contenuto duplicato non ci reca alcun danno.
E’ proprio quest’ultima frase a mio giudizio la chiave di volta su cui concentrare la nostra attenzione.
E’ vero che in questi casi citati una versione della pagina viene comunque indicizzata, ma si tratta della versione che avremmo voluto vedere indicizzata?
E se Google trovando contenuti duplicati togliesse dall’indicizzazione la pagina che noi avremmo voluto indicizzare?
A mio avviso è sempre bene porre attenzione alla duplicazione dei contenuti usando le tecniche descritte tra poco, sia che Google ci dica che si tratta di un caso dannoso che di un caso non dannoso.
Solo in tal modo potremo essere certi di evitare cattive sorprese nell’indicizzazione e soprattutto di avere sempre la situazione sotto controllo.
Qualora Google invece, interpreti il contenuto duplicato come “caso dannoso”, ovvero una duplicazione creata al puro scopo di maggiore visibilità nei motori, allora l’indicizzazione dei nostri contenuti potrebbe subire repentine variazioni nella SERP.
A maggior ragione allora adottare le seguenti tecniche per aiutare Google a rilevare correttamente i contenuti duplicati è sicuramente un valido modo per evitarci cattive sorprese.
Visto quali sono i casi di duplicazione del contenuto e come questi possono incidere negativamente sull’indicizzazione nei motori, non ci resta che capire quali sono le armi a nostra disposizione per poterci difendere nel modo corretto. Ecco dunque l’elenco delle tecniche utilizzabili:
Escludere i contenuti duplicati tramite robots.txt o metatag “robots”
Tramilte l’utlizzo del file robots.txt possiamo essere noi stessi ad evitare che le pagine con contenuti duplicati vengano indicizzate. Tramite il campo “Disallow” possiamo infatti indicare che una determinata pagina o determinati indirizzi che iniziano con uno specifico percorso non devono essere indicizzati.
Ad esempio il seguente codice
dice che nessuno spider deve indicizzare i contenuti il cui percorso inizia con “/articoli/mobile/” e la pagina “/articoli/miaPagina.html”
Al seguente indirizzo http://www.robotstxt.org/orig.html è disponibile una breve ma completa guida all’esclusione degli spider tramite robots.txt.
Nel caso non sia possibile modificare il file robots.txt possiamo ricorrere all’utilizzo del metatag “robots” all’interno delle pagine che non vogliamo vengano indicizzate.
Ad esempio il seguente metatag: <meta name=”robots” content=”noindex”>
dichiara che il contenuto della pagina non deve essere indicizzato da nessuno spider.
L’uso del robots.txt è utile anche nel caso si faccia ricorso asiti miror. In questi casi infatti occorrerebbe inibire l’accesso dei motori ai siti mirror tramite una regola come la seguente: User-agent: *
Disallow: /
Inoltre, sarebbe opportuno inserire l’attributo rel=”nofollow” all’interno di eventuali link presenti sul sito principale diretti verso le pagine dei siti miror.
Coerenza nella creazione dei link
Nel caso di più versioni di url a pagine contenenti lo stesso contenuto (o alla stessa pagina) è bene essere coerenti nella creazione dei link. Sarebbe bene inserire sempre la stessa url nei link che portano a tali contenuti.
Ad esempio, evitare di creare link a http://www.example.com/articolo/miaPagina/
http://www.example.com/ articolo/miaPagina
http://www.example.com/ articolo/miaPagina/index.htm
http://www.example.com/ articolo?titolo=miaPagina
Il problema della creazione dei link si ha anche nel caso di possesso di più domini (ad esempio www.mioSitoe.com e http://mioSitoe.com) che si riferiscono allo stesso sito.
Tramite gli Strumenti per i Webmaster di Google è possibile indicare il modo in cui si desidera indicizzare il proprio sito comunicando il “dominio preferito”
Canonicalizzazione: utilizzo del tag “canonical”
Il tag canonical permette di comunicare allo spider del motore di ricerca quale delle url che puntano ad un contenuto duplicato deve essere indicizzata.
L’utilizzo del tag canonical è utilissimo in entrambi i seguenti casi:
- definire quale delle diverse url che puntano a una pagina deve essere quella da indicizzare
- definire quale delle diverse pagine contenenti lo stesso contenuto deve essere indicizzata.
Per utilizzare il tag canonical basta inserire nelle pagine il seguente tag all’interno della <head>: <link rel=”canonical” href=”http://www.example.com/ articolo/miaPagina” />
dove “http://www.example.com/ articolo/miaPagina” è la url “preferita” che vogliamo sia indicizzata per i nostri contenuti.
Prestare attenzione alla pubblicazione e diffusione dei propri articoli su altri siti (Article syndication)
Poiché i motori potrebbero indicizzare l’articolo presente nella pagina non appartenente al sito dell’autore, innanzitutto è sempre opportuno accertarsi che chi pubblica un nostro articolo inserisca un link alla fonte originale.
In secondo luogo è anche possibile fare richiesta a chi utilizza il nostro materiale di bloccare mediante robots.txt la versione presente sul loro sito.
Uso attento dei CMS (Content Management System) per la gestione dei contenuti
I CMS in circolazione utilizzati soprattutto per la creazione e gestione di Blog creano spesso url differenti le cui pagine possono riportare gli stessi contenuti.
Faccio un esempio per tutti: io sono un accanito fan di WordPress. Reputo che sia un ottimo strumento e grazie agli innumerevoli plugin è davvero difficile avere esigenze che non possano essere accontentate.
Bene, pensate a quando pubblicate un nuovo articolo con WordPress (ma il discorso vale anche per altri CMS). Il contenuto sarà visibile attraverso più di una url:
- l’url dell’articolo
- l’url a un qualsiasi tag associato all’articolo
- l’url alla categoria cui appartiene l’articolo
- l’url dell’archivio degli articoli
Per evitare che vengano rilevati contenuti duplicati dovremmo fare una buona analisi delle url create e procedere poi all’utilizzo degli opportuni metatag o del file robots.txt per avere controllo di ciò che deve e non deve essere indicizzato.
Fortunatamente nel caso di WordPress esiste più di un plugin che può risparmiarvi un sacco di lavoro.
Personalmente utilizzo il plugin “All in one SEO pack“. Tra gli strumenti SEO che offre questo preziosissimo plugin, troviamo diverse funzionalità che se attivate inseriscono in automatico e in modo efficiente i tag di noindex e di canonicalizzazione in modo che non si abbiano problemi di duplicazione di contenuti a causa delle diverse url generate di cui sono stati riportati precedentemente alcuni esempi.
Dopo aver visto come Google considera i contenuti duplicati e applicando le precedenti regole potremo dormire sonni tranquilli per quanto riguarda la duplicazione dei contenuti nella maggior parte dei casi visti nella prima parte di questo articolo.
In questo articolo, diviso in due parti, parlerò della duplicazione dei contenuti sul web per cercare di capire meglio cosa si intende realmente quando si parla di “contenuto duplicato“, quali casi di contenuto duplicato (volontario e involontario) si possono avere e come possiamo difenderci dalla duplicazione dei contenuti.
La prima cosa che viene da pensare parlando di “duplicazione dei contenuti” è la violazione del copyright.
Come vedremo però in molti casi potremmo essere noi stessi la causa della duplicazione dei nostri stessi contenuti.
Prima di procedere ecco un breve elenco dei punti che verranno trattati:
Con contenuto duplicato si intende la fruibilità di porzioni di contenuto identico o molto simile attraverso due url differenti, siano esse all’interno dello stesso dominio o meno.
Detto questo la prima cosa che viene da pensare è:
“Ok. Mi serve un modo per proteggermi da chi copia i contenuti dal mio sito per pubblicarli altrove“.
Certo, questo è importantissimo, ma quello che può sfuggire è che in parecchie circostanze a duplicare il nostro contenuto siamo noi stessi all’interno del nostro sito e la cosa ancora più bella è che ciò avviene anche se inseriamo il contenuto in una sola pagina.
La cosa interessa tutti i tipi di siti, grandi e piccoli e tutti i blog che nella maggior parte dei casi vengono creati tramite l’utilizzo di CMS.
Molto probabilmente tra i casi descritti di seguito troverete anche una situazione che vi sembrerà familiare .
In effetti i casi in cui un motore di ricerca può identificare del contenuto come duplicato (intenzionalmente o meno) sono davvero parecchi.
Tramite strumenti come Copyscape è possibile monitorare se una porzione di contenuto di una nostra pagina web è accessibile da più url differenti (interne o esterne al nostro dominio).
Vediamo allora i casi di duplicazione in cui potremmo imbatterci per poi descrivere, nella seconda parte dell’articolo, le tecniche per evitare la duplicazione dei contenuti.
Pagine che prelevano il contenuto di un feed rss tramite uno script server side per mostrarlo in pagina:
Che si tratti di una violazione del copyright o meno, in tal caso avremo una duplicazione in quanto il contenuto prelevato da un feed esterno e mostrato in una pagina, molto probabilmente sarà mostrato anche sulle pagine del sito cui il feed originariamente appartiene.
Tramite uno script server side che conduce un’operazione di questo tipo, il rischio di fare indicizzare contenuto duplicato è molto più alto rispetto a quello che si correrebbe tramite uno script client side (usando ad esempio javascript). In genere gli spider dei motori di ricerca non eseguono script client side pertanto in tal caso non vedrebbero il contenuto importato.
Pagine contenenti descrizioni di prodotti:
Quando più di un sito vende lo stesso prodotto, spesso viene usato lo stesso testo, recuperato dal sito del produttore, per descriverlo.
Pagine per la stampa:
Alcuni siti offrono lo stesso contenuto in una seconda pagina ottimizzata per la stampa. In questo caso i motori di ricerca indicizzerebbero anche la pagina ottimizzata per la stampa e ci ritroveremmo con due pagine con lo stesso contenuto indicizzate.
Contenuto unico accessibile da url differenti:
Anche se spesso è normale, quando si parla di indicizzazione, porre poca attenzione al dire la parola “url” al posto della parola “pagina”, ricordatevi sempre questo: i motori di ricerca indicizzano url e non pagine.
Detto questo è possibile che nel vostro sito/blog esistano url diverse che portano alla stessa pagina oppure url diverse che portano a pagine diverse costruite dinamicamente lato server e che in certi casi possono contenere lo stesso contenuto.
Pensate ad esempio ad un articolo da poco pubblicato in un blog. Il suo contenuto potrebbe essere indicizzato per le seguenti url: http://www.mioBlog.it/nuovoArticolo (effettiva url della pagina dell’articolo) http://www.mioBlog.it/ultimiArticoli (url della pagina contenente gli ultimi articoli pubblicati) http://www.mioBlog.it/tag/mioTag (url della pagina contenente gli articoli taggati con “mioTag” ) http://www.mioBlog.it/category/miaCategoria (pagina contenente tutti gli articoli della categoria “miaCategoria” )
Anche la presenza di parametri in un’url può causare lo stesso problema: http://www.mioSito.it?category=cucina
http://www.mioSito.it?category=pasta
potrebbero essere due url contenenti articoli tra i quali “Come cucinare la pasta al forno”.
Insomma di esempi se ne potrebbero fare davvero tantissimi, ma sostanzialmente ciò che interessa è che se due url diverse portano a pagine che contengono porzioni di contenuto uguali o molto simili allora rischiamo che i motori di ricerca indicizzino url differenti per lo stesso contenuto.
Tecniche di Behavioural Targeting attraverso session ID o altri parametri in “get”:
Per molti siti è importante determinare il comportamento dell’utente (quali pagine visita, in quale ordine ecc…). In alcuni casi l’utente viene tracciato tramite id di sessione o tramite opportuni parametri che vengono appesi alla url effettiva della pagina.
Se anche il crawler di un motore di ricerca viene trattato come un utente allora è possibile che vengano indicizzate url che differiscono solo per questi parametri e che puntano in realtà agli stessi contenuti.
Domini e sottodomini:
Per molte aziende è importante possedere più di un dominio o più di un sottodominio per incrementare la propria popolarità.
La presenza di contenuti duplicati nelle pagine di questi domini/sottodomini può comportare la non indicizzazione di alcune delle url interessate proprio a causa del rilevamento di contenuti duplicati da parte dei motori di ricerca.
Article syndication:
Molte persone creano e pubblicano articoli e li offrono per la pubblicazione su altri siti a patto che venga inserito il link alla fonte ufficiale e che ne venga indicata l’attribuzione.
Questa azione può essere sicuramente vantaggiosa in termini di link popularity ma va tenuto presente il rischio che i motori di ricerca eliminino dall’indicizzazione l’articolo originale e che mantengano l’indicizzazione di una copia.
Siti mirror:
Spesso per siti molto visitati viene utilizzata la tecnica dei siti mirror. Questo senza le dovute precauzioni può portare all’ indicizzazione di contenuti duplicati.