Site age: età del sito e posizionamento

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 07/06/2010

site-age

Quanto incide la site age ovvero l’età di un dominio sul suo posizionamento nei motori di ricerca?

Matt Cutts interviene per darci delle risposte nel video che trovate infondo all’articolo.

Personalmente ritengo che l’età di un sito sia importante ma che incida solo indirettamente sul posizionamento. Prima di chiarire meglio questo aspetto ecco quanto ci dice Matt Cutts sull’argomento.

In sostanza alcune agenzie di web hosting stavano diffondendo delle e-mail secondo le quali Google “premiava” in termini di posizionamento nel caso di registrazione del proprio dominio per almeno tre anni.
Google però non ha mai detto nulla del genere.
Questa falsa informazione, suppone Matt Cutts, può essere derivata dal fatto che Google ha registrato (nel 2002) un brevetto che permette di utilizzare i dati storici di un sito per determinarne il posizionamento.

Dunque a livello teorico il periodo di tempo in cui un sito risulta registrato, così come anche l’autorevolezza e la popolarità durante il periodo di vita del sito potrebbero venire utilizzati da Google (insieme a tutti gli altri fattori) per determinare il ranking di un sito.

Matt Cutts precisa che Google brevetta moltissime idee ma questo non significa che tutte vengano utilizzate per determinare il posizionamento dei siti web in Google.

Il suo consiglio è dunque quello di puntare sempre e comunque sulla qualità del sito e dei suoi contenuti e la qualità dei link ricevuti. Questo fa la differenza indipendentemente dagli anni di registrazione del dominio.

Certamente l’età di un sito non incide direttamente sul posizionamento. Dire a prescindere, ad esempio, che un sito di quattro anni è posizionato meglio di un sito di un anno non ha assolutamente senso.
L’età però resta un fattore che può incidere indirettamente sul posizionamento in quanto maggiore è il tempo per cui un sito è presente sul web, maggiore sarà la possibilità di avere incrementato la sua presenza e la sua link popularity.

Come ci dice Matt Cutts Google può dunque basarsi sulle informazioni storiche relative ad un sito ma ciò che viene considerato è l’autorevolezza e la qualità allo scorrere del tempo.
Dobbiamo dunque ancora una volta tornare a concentrarci sui contenuti e sulle strategie per promuovere il nostro sito in modo efficace.

Il fatto poi, che grazie alla qualità e alla promozione dei contenuti, l’aumento della popolarità sia direttamente proporzionale all’età del sito credo che rientri nell’ordine naturale delle cose

Vi lascio al breve video di Matt Cutts relativo alla “site age e posizionamento

SEO e web directory

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 01/03/2010

web-directory

L’iscrizione del proprio sito alle web directory è una delle strategie SEO off-page usate per acquisire link in ingresso.

Partite dal presupposto che le web directory altro non sono che dei raccoglitori di link organizzati in categorie. Non possiamo aspettarci dunque che agli occhi dei motori di ricerca il valore del link esposto su una web directory sia equivalente a quello di un link situato in un sito che tratta un argomento molto vicino al nostro.
Inoltre, la percentuale di utenti che utilizza le web directory per trovare ciò che cerca è molto più bassa rispetto a quella delle persone che utilizzano i motori di ricerca.

Questo però non significa che l’utilizzo delle web directory per segnalare il proprio sito sia inutile. Vi sarà infatti già capitato che una query di ricerca in Google ritorni molti risultati di web directory a tema.
Inoltre anche se le persone che arriveranno sul nostro sito passando da una web directory saranno poche, saranno comunque utenti che potranno aprezzare i nostri contenuti per poi magari condividerli.

Le web directory, così come i motori di ricerca si propongono come obiettivo quello di aiutare l’utente ad identificare il sito giusto per soddisfare i suoi interessi. Per fare questo, diversamente dai motori di ricerca, sono organizzate in centinaia di categorie che dovrebbero facilitare l’utente nell’identificare le informazioni ricercate nel minor tempo possibile.

L’iscrizione di un sito ad una web directory generalmente richiede l’inserimento di un titolo, una url e una breve descrizione del sito associando una categoria tra quelle disponibili. In questo modo un utente potrà individuare la tematica del sito e decidere quale dei siti visitare.

Sul web si trovano centinaia di web directory ma non tutte sono di qualità e non tutte sono ben mantenute.
Quella che segue è un’ottima lista delle migliori web directory italiane publicata su seopoint nell’articolo www.seopoint.org/lista-migliori-directory-italiane.html e che con il loro permesso riporto qui sotto con una breve descrizione:

Se volete potete contribuire all’ampliamento di questa lista segnalando qualche buona directory! ;)

Contenuti duplicati – come difendersi

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 08/02/2010

Identificare e difenderci dalla duplicazione dei contenuti volontaria e involontaria. [Parte 2 di 2]

Prima parte » Contenuti duplicati – identificazione

duplicazione-contenutiNella prima parte di questo articolo dedicato ai contenuti duplicati abbiamo visto cosa si intende con contenuto duplicato e in quali casi i motori di ricerca identificano un contenuto come duplicato.

Restano da chiarire ancora alcune cose molto interessanti: in quali casi di contenuto duplicato subiamo o rischiamo di subire una penalizzazione? Agli occhi di Google i casi visti nella prima parte dell’articolo hanno la stessa probabilità di causare un danno all’indicizzazione? Come si può evitare il contenuto duplicato?

Come premessa, basandoci su quanto si dice nel Centro Webmaster di Google (CWG), possiamo dire che non sempre il contenuto duplicato è dannoso.
Nel caso di due pagine contenenti lo stesso contenuto, dice il CWG, Google tenderà a visualizzarne una sola.
Ok, ma allora qualcosa non torna… …le due frasi precedenti non sono in contraddizione?
La risposta è “no” o meglio “non sempre”. Infatti in alcuni casi l’indicizzazione di una sola url delle due (o N) contenenti contenuto duplicato non ci reca alcun danno.

Vediamo allora nel dettaglio cosa ci dice il CWG.

GOOGLE COME TRATTA IL CONTENUTO DUPLICATO?

Sul CWG ci viene detto che molto spesso i contenuti duplicati non vengono creati a scopi ingannevoli.
Come abbiamo visto in “Quando i motori di ricerca rilevano un contenuto duplicato?” nella prima parte di questo articolo, spesso è così.
Viene citato anche qualche esempio di duplicazione non considerata dannosa:
duplicazione-non-dannosa
Nell’ottica di CWG questi casi di duplicazione non sono dannosi.
Google infatti indicizzerà soltanto una versione delle pagine contenenti i contenuti duplicati.

E’ proprio quest’ultima frase a mio giudizio la chiave di volta su cui concentrare la nostra attenzione.
E’ vero che in questi casi citati una versione della pagina viene comunque indicizzata, ma si tratta della versione che avremmo voluto vedere indicizzata?
E se Google trovando contenuti duplicati togliesse dall’indicizzazione la pagina che noi avremmo voluto indicizzare?

A mio avviso è sempre bene porre attenzione alla duplicazione dei contenuti usando le tecniche descritte tra poco, sia che Google ci dica che si tratta di un caso dannoso che di un caso non dannoso.
Solo in tal modo potremo essere certi di evitare cattive sorprese nell’indicizzazione e soprattutto di avere sempre la situazione sotto controllo.

Qualora Google invece, interpreti il contenuto duplicato come “caso dannoso”, ovvero una duplicazione creata al puro scopo di maggiore visibilità nei motori, allora l’indicizzazione dei nostri contenuti potrebbe subire repentine variazioni nella SERP.
A maggior ragione allora adottare le seguenti tecniche per aiutare Google a rilevare correttamente i contenuti duplicati è sicuramente un valido modo per evitarci cattive sorprese.

Concludendo ecco il consiglio di CWG:
consigli-google-duplicazione

COME SI PUO’ EVITARE IL CONTENUTO DUPLICATO?

Visto quali sono i casi di duplicazione del contenuto e come questi possono incidere negativamente sull’indicizzazione nei motori, non ci resta che capire quali sono le armi a nostra disposizione per poterci difendere nel modo corretto. Ecco dunque l’elenco delle tecniche utilizzabili:

  • Escludere i contenuti duplicati tramite robots.txt o metatag “robots”
    Tramilte l’utlizzo del file robots.txt possiamo essere noi stessi ad evitare che le pagine con contenuti duplicati vengano indicizzate. Tramite il campo “Disallow” possiamo infatti indicare che una determinata pagina o determinati indirizzi che iniziano con uno specifico percorso non devono essere indicizzati.
    Ad esempio il seguente codice
    robots-txt-disallow
    dice che nessuno spider deve indicizzare i contenuti il cui percorso inizia con “/articoli/mobile/” e la pagina “/articoli/miaPagina.html”
    Al seguente indirizzo http://www.robotstxt.org/orig.html è disponibile una breve ma completa guida all’esclusione degli spider tramite robots.txt.

    Nel caso non sia possibile modificare il file robots.txt possiamo ricorrere all’utilizzo del metatag “robots” all’interno delle pagine che non vogliamo vengano indicizzate.
    Ad esempio il seguente metatag:
    <meta name=”robots” content=”noindex”>
    dichiara che il contenuto della pagina non deve essere indicizzato da nessuno spider.

    All’indirizzo http://www.robotstxt.org/meta.html potrete trovare tutti i dettagli sull’utilizzo del metatag robots.

    L’uso del robots.txt è utile anche nel caso si faccia ricorso asiti miror. In questi casi infatti occorrerebbe inibire l’accesso dei motori ai siti mirror tramite una regola come la seguente:
    User-agent: *
    Disallow: /

    Inoltre, sarebbe opportuno inserire l’attributo rel=”nofollow” all’interno di eventuali link presenti sul sito principale diretti verso le pagine dei siti miror.

  • Coerenza nella creazione dei link
    Nel caso di più versioni di url a pagine contenenti lo stesso contenuto (o alla stessa pagina) è bene essere coerenti nella creazione dei link. Sarebbe bene inserire sempre la stessa url nei link che portano a tali contenuti.
    Ad esempio, evitare di creare link a
    http://www.example.com/articolo/miaPagina/
    http://www.example.com/ articolo/miaPagina
    http://www.example.com/ articolo/miaPagina/index.htm
    http://www.example.com/ articolo?titolo=miaPagina

    Il problema della creazione dei link si ha anche nel caso di possesso di più domini (ad esempio www.mioSitoe.com e http://mioSitoe.com) che si riferiscono allo stesso sito.
    Tramite gli Strumenti per i Webmaster di Google è possibile indicare il modo in cui si desidera indicizzare il proprio sito comunicando il “dominio preferito

  • Canonicalizzazione: utilizzo del tag “canonical”
    Il tag canonical permette di comunicare allo spider del motore di ricerca quale delle url che puntano ad un contenuto duplicato deve essere indicizzata.
    L’utilizzo del tag canonical è utilissimo in entrambi i seguenti casi:
    - definire quale delle diverse url che puntano a una pagina deve essere quella da indicizzare
    - definire quale delle diverse pagine contenenti lo stesso contenuto deve essere indicizzata.
    Per utilizzare il tag canonical basta inserire nelle pagine il seguente tag all’interno della <head>:
    <link rel=”canonical” href=”http://www.example.com/ articolo/miaPagina” />
    dove “http://www.example.com/ articolo/miaPagina” è la url “preferita” che vogliamo sia indicizzata per i nostri contenuti.
  • Prestare attenzione alla pubblicazione e diffusione dei propri articoli su altri siti (Article syndication)
    Poiché i motori potrebbero indicizzare l’articolo presente nella pagina non appartenente al sito dell’autore, innanzitutto è sempre opportuno accertarsi che chi pubblica un nostro articolo inserisca un link alla fonte originale.
    In secondo luogo è anche possibile fare richiesta a chi utilizza il nostro materiale di bloccare mediante robots.txt la versione presente sul loro sito.
  • Uso attento dei CMS (Content Management System) per la gestione dei contenuti
    I CMS in circolazione utilizzati soprattutto per la creazione e gestione di Blog creano spesso url differenti le cui pagine possono riportare gli stessi contenuti.
    Faccio un esempio per tutti: io sono un accanito fan di Wordpress. Reputo che sia un ottimo strumento e grazie agli innumerevoli plugin è davvero difficile avere esigenze che non possano essere accontentate.
    Bene, pensate a quando pubblicate un nuovo articolo con Wordpress (ma il discorso vale anche per altri CMS). Il contenuto sarà visibile attraverso più di una url:
    - l’url dell’articolo
    - l’url a un qualsiasi tag associato all’articolo
    - l’url alla categoria cui appartiene l’articolo
    - l’url dell’archivio degli articoli

    Per evitare che vengano rilevati contenuti duplicati dovremmo fare una buona analisi delle url create e procedere poi all’utilizzo degli opportuni metatag o del file robots.txt per avere controllo di ciò che deve e non deve essere indicizzato.

    Fortunatamente nel caso di Wordpress esiste più di un plugin che può risparmiarvi un sacco di lavoro.
    Personalmente utilizzo il plugin “All in one SEO pack“. Tra gli strumenti SEO che offre questo preziosissimo plugin, troviamo diverse funzionalità che se attivate inseriscono in automatico e in modo efficiente i tag di noindex e di canonicalizzazione in modo che non si abbiano problemi di duplicazione di contenuti a causa delle diverse url generate di cui sono stati riportati precedentemente alcuni esempi.

    La documentazione completa di All in one SEO pack è disponibile a questo indirizzo:
    http://semperfiwebdesign.com/portfolio/wordpress/wordpress-plugins/all-in-one-seo-pack/
  • Segnalare la violazione del Copyright a Google
    Come accennato nella prima parte dell’articolo, Google permette di segnalare eventuali violazioni di Copyright tramite il suo servizio di “Notifica di presunta violazione del copyright“. All’ indirizzo http://www.google.it/dmca.html trovate tutte le informazioni su come procedere.
    Sarà chiaramente Google a decidere se e quali provvedimenti prendere a riguardo.
  • Sfruttare la sitemap del sito
    Comunicare le pagine del sito che vanno indicizzate ai motori di ricerca per mezzo per mezzo della sitemap. In un precedente articolo abbiamo visto come invare la sitemap ai principali motori di ricerca:
    - inviare sitemap a Yahoo!
    - inviare sitemap a Bing
    - inviare sitemap ad Ask
    - inviare sitemap a MSN
    - inviare sitemap a Google
    - inviare sitemap a Windows Live
    - inviare sitemap a Moreover

Dopo aver visto come Google considera i contenuti duplicati e applicando le precedenti regole potremo dormire sonni tranquilli per quanto riguarda la duplicazione dei contenuti nella maggior parte dei casi visti nella prima parte di questo articolo.

Anche per questa volta è tutto!

Prima parte » Contenuti duplicati – identificazione

Contenuti duplicati – identificazione

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 01/02/2010

Identificare e difenderci dalla duplicazione dei contenuti volontaria e involontaria. [Parte 1 di 2]

Seconda parte » Contenuti duplicati – come difendersi

duplicazione-contenutiIn questo articolo, diviso in due parti, parlerò della duplicazione dei contenuti sul web per cercare di capire meglio cosa si intende realmente quando si parla di “contenuto duplicato“, quali casi di contenuto duplicato (volontario e involontario) si possono avere e come possiamo difenderci dalla duplicazione dei contenuti.

La prima cosa che viene da pensare parlando di “duplicazione dei contenuti” è la violazione del copyright.
Come vedremo però in molti casi potremmo essere noi stessi la causa della duplicazione dei nostri stessi contenuti.

Prima di procedere ecco un breve elenco dei punti che verranno trattati:

CHE COS’ E’ UN CONTENUTO DUPLICATO?

Con contenuto duplicato si intende la fruibilità di porzioni di contenuto identico o molto simile attraverso due url differenti, siano esse all’interno dello stesso dominio o meno.

Detto questo la prima cosa che viene da pensare è:
Ok. Mi serve un modo per proteggermi da chi copia i contenuti dal mio sito per pubblicarli altrove“.
Certo, questo è importantissimo, ma quello che può sfuggire è che in parecchie circostanze a duplicare il nostro contenuto siamo noi stessi all’interno del nostro sito e la cosa ancora più bella è che ciò avviene anche se inseriamo il contenuto in una sola pagina.
La cosa interessa tutti i tipi di siti, grandi e piccoli e tutti i blog che nella maggior parte dei casi vengono creati tramite l’utilizzo di CMS.
Molto probabilmente tra i casi descritti di seguito troverete anche una situazione che vi sembrerà familiare :) .

QUANDO I MOTORI DI RICERCA RILEVANO UN CONTENUTO DUPLICATO?

In effetti i casi in cui un motore di ricerca può identificare del contenuto come duplicato (intenzionalmente o meno) sono davvero parecchi.
Tramite strumenti come Copyscape è possibile monitorare se una porzione di contenuto di una nostra pagina web è accessibile da più url differenti (interne o esterne al nostro dominio).
Vediamo allora i casi di duplicazione in cui potremmo imbatterci per poi descrivere, nella seconda parte dell’articolo, le tecniche per evitare la duplicazione dei contenuti.

  • Violazione del CopyRight:
    Il furto del nostro contenuto originale è il caso meno interessante, ma anche quello più difficile da combattere in quanto per risolverlo non ci basta sfruttare una tecnica “on-page“.
    Google, come vedremo nella seconda parte di questo articolo permette la “Notifica di presunta violazione del copyright” da parte degli utenti in modo da prendere i giusti provvedimenti.
  • Pagine che prelevano il contenuto di un feed rss tramite uno script server side per mostrarlo in pagina:
    Che si tratti di una violazione del copyright o meno, in tal caso avremo una duplicazione in quanto il contenuto prelevato da un feed esterno e mostrato in una pagina, molto probabilmente sarà mostrato anche sulle pagine del sito cui il feed originariamente appartiene.
    Tramite uno script server side che conduce un’operazione di questo tipo, il rischio di fare indicizzare contenuto duplicato è molto più alto rispetto a quello che si correrebbe tramite uno script client side (usando ad esempio javascript). In genere gli spider dei motori di ricerca non eseguono script client side pertanto in tal caso non vedrebbero il contenuto importato.
  • Pagine contenenti descrizioni di prodotti:
    Quando più di un sito vende lo stesso prodotto, spesso viene usato lo stesso testo, recuperato dal sito del produttore, per descriverlo.
  • Pagine per la stampa:
    Alcuni siti offrono lo stesso contenuto in una seconda pagina ottimizzata per la stampa. In questo caso i motori di ricerca indicizzerebbero anche la pagina ottimizzata per la stampa e ci ritroveremmo con due pagine con lo stesso contenuto indicizzate.
  • Contenuto unico accessibile da url differenti:
    Anche se spesso è normale, quando si parla di indicizzazione, porre poca attenzione al dire la parola “url” al posto della parola “pagina”, ricordatevi sempre questo: i motori di ricerca indicizzano url e non pagine.
    Detto questo è possibile che nel vostro sito/blog esistano url diverse che portano alla stessa pagina oppure url diverse che portano a pagine diverse costruite dinamicamente lato server e che in certi casi possono contenere lo stesso contenuto.
    Pensate ad esempio ad un articolo da poco pubblicato in un blog. Il suo contenuto potrebbe essere indicizzato per le seguenti url:
    http://www.mioBlog.it/nuovoArticolo (effettiva url della pagina dell’articolo)
    http://www.mioBlog.it/ultimiArticoli (url della pagina contenente gli ultimi articoli pubblicati)
    http://www.mioBlog.it/tag/mioTag (url della pagina contenente gli articoli taggati con “mioTag” )
    http://www.mioBlog.it/category/miaCategoria (pagina contenente tutti gli articoli della categoria “miaCategoria” )
    Anche la presenza di parametri in un’url può causare lo stesso problema:
    http://www.mioSito.it?category=cucina
    http://www.mioSito.it?category=pasta

    potrebbero essere due url contenenti articoli tra i quali “Come cucinare la pasta al forno”.
    Insomma di esempi se ne potrebbero fare davvero tantissimi, ma sostanzialmente ciò che interessa è che se due url diverse portano a pagine che contengono porzioni di contenuto uguali o molto simili allora rischiamo che i motori di ricerca indicizzino url differenti per lo stesso contenuto.
  • Tecniche di Behavioural Targeting attraverso session ID o altri parametri in “get”:
    Per molti siti è importante determinare il comportamento dell’utente (quali pagine visita, in quale ordine ecc…). In alcuni casi l’utente viene tracciato tramite id di sessione o tramite opportuni parametri che vengono appesi alla url effettiva della pagina.
    Se anche il crawler di un motore di ricerca viene trattato come un utente allora è possibile che vengano indicizzate url che differiscono solo per questi parametri e che puntano in realtà agli stessi contenuti.
  • Domini e sottodomini:
    Per molte aziende è importante possedere più di un dominio o più di un sottodominio per incrementare la propria popolarità.
    La presenza di contenuti duplicati nelle pagine di questi domini/sottodomini può comportare la non indicizzazione di alcune delle url interessate proprio a causa del rilevamento di contenuti duplicati da parte dei motori di ricerca.
  • Article syndication:
    Molte persone creano e pubblicano articoli e li offrono per la pubblicazione su altri siti a patto che venga inserito il link alla fonte ufficiale e che ne venga indicata l’attribuzione.
    Questa azione può essere sicuramente vantaggiosa in termini di link popularity ma va tenuto presente il rischio che i motori di ricerca eliminino dall’indicizzazione l’articolo originale e che mantengano l’indicizzazione di una copia.
  • Siti mirror:
    Spesso per siti molto visitati viene utilizzata la tecnica dei siti mirror. Questo senza le dovute precauzioni può portare all’ indicizzazione di contenuti duplicati.

Abbiamo dunque esaminato la casistica delle situazioni che possono portare alla duplicazione dei nostri preziosi contenuti. Nella seconda e ultima parte di questo articolo vedremo come Google tratta il contenuto duplicato e quali tecniche esistono per difenderci dalla duplicazione dei contenuti in molti dei casi sopra citati.

Seconda parte » Contenuti duplicati – come difendersi

Ping services: lista aggiornata

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 10/01/2010

Tieni al passo la tua lista di servizi di aggiornamento di WordPress o del tuo sistema automatico di gestione dei ping. Ultimo aggiornamento: 22/03/2010


ping-servicesCarissimo lettore, se sei giunto a questa pagina, molto probabilmente è perché sei alla ricerca di una lista aggiornata di ping services per far conoscere i contenuti del tuo blog o perché stai cercando informazioni sui servizi di ping ancora attivi, magari per aggiornare la tua lista dei servizi di aggiornamento di Wordpress.

Quello che però prima di tutto mi sento di dover fare è di rassicurarti.
Si, perché tu hai bisogno di essere rassicurato, lo so. Hai bisogno di essere sicuro che la lista di ping services che troverai in questa pagina sia veramente aggiornata.

Probabilmente sei sull’orlo della schizofrenia visto che sicuramente sarai (anche tu come me) rimbalzato tra un blog e l’altro attirato dai titoli più eclatanti che si avviciano a cose del tipo “Lista aggiornata di servizi di ping” oppure “Lista definitiva di servizi di ping” o ancora “Lista aggiornata e sicuramente funzionante di servizi di ping“.
Certo tutti titoli d’effetto (oops, come quello usato per questo post :) ) ma magari di articoli che non riportano la data dell’ultimo aggiornamento, o addirittura con una data di tre anni fa.

Bene, caro lettore, ora rilassati, sei tra amici.
Bevi un bicchier d’acqua e mettiti comodo così ti spiego, con calma, perché questa lista è diversa dalle altre e perché di questa pagina ti puoi fidare.

Prima di procedere, visto che l’articolo è un po’ lungo eccoti un breve enelco dei punti trattati nella pagina:

PERCHE’ QUESTA LISTA DI PING SERVICES E’ VERAMENTE AGGIORNATA

  • Punto primo: in cima all’articolo puoi trovare la data dell’ultima modifica. Certo se la data non è recente potrebbe voler dire che la lista non è all’ultimo grido. Ecco perché oltre alla data ti dico come faccio a mantenere la lista dei ping services costantemente aggiornata. (NOTA: una data di ultima modifica non recente in questa pagina significa solamente una cosa: non ci sono state variazioni nella lista).
  • Punto secondo: come faccio io a conoscere la lista aggiornata dei ping services senza avere stretto un patto col diavolo?
    In effetti la storia è un po’ lunga: dopo avere stretto un patto col diavolo, ho scoperto che esistono dei plugin, come quello che utilizzo io per WordPress (MaxBlogPress Ping Optimizer) per la gesione dei servizi di aggiornamento. Questo plugin oltre agli innumerevoli vantaggi che puoi vedere sul sito ufficiale, stampa un file di log che mostra quali servizi di aggiornamento (ping services) hanno funzionato correttamente durante la pubblicazione del post.
  • Punto terzo: le eventuali segnalazioni di ping services inserite nei commenti a fondo pagina verranno prima testate da me e poi aggiunte (solo se funzionanti) alla lista aggiornata dei servizi di ping. Chi segnala un servizo non funzionante chiaramente vince una bambolina (e così anche sul lato “viral” sono a posto :) ).

Ok, in effetti ora noto che sei un po’ più rilassato…
Qui di seguito, giusto per completezza, ti mostro l’immagine di una piccola porzione di un log generato da MaxBlogPress Ping Optimizer che utilizzo per determinare i servizi non più funzionanti:

log-servizi-aggiornamento

Quelli in rosso sono i servizi rilevati come non funzionanti.

Bene, ora che le tue preoccupazioni sull’ottenere una lista aggiornata di servizi di ping sono soltanto un brutto ricordo, eccoti la lista.

LISTA AGGIORNATA DI PING SERVICES (txt)

In questo file: ping-services.txt
trovi la lista aggiornata di ping services attualmente in funzione e che vale la pena utilizzare.
Puoi copiarla e farne buon uso.
Cosa-cosa? Stai pensando che la lista è troppo corta?.
Ok, ma perché ti aspettavi una lista più lunga? Forse perché navigando per il web hai trovato elenchi più lunghi?
…mmm, pensavo di averti rassicurato abbastanza comunque senti qui: molti servizi di ping vengono già notificati da altri servizi di ping quando questi ultimi ricevono la notifica di aggiornamento dal tuo blog.

Inserendo le lunghissime liste che si trovano sul web molti servizi riceverebbero più notifiche per lo stesso aggiornamento: quelle direttamente rivolte a lui perché compare nella tua lista e quelle provenienti da altri servizi come Ping-o-matic presenti nella tua lista e che già si occupano di notificare il tuo aggiornamento allo stesso servizio.
Purtroppo non vi è nessuna garanzia che la ricezione di più notifiche non venga interpretata come spam dai servizi.
Ecco perché una lista breve ma mirata è migliore di una semplice raccolta di servizi di ping.

Ho ottenuto la lista in questo modo:

  • Ho accumulato una serie di servizi di ping partendo proprio da quelle lunghissime liste che si trovano un po’ ovunuque sul web e in molti blog, dove vengono spacciate per liste “definitive” e aggiornate.
  • Ho eliminato da questa lista tutti i servizi già notificati da Ping-o-matic
  • Ho eliminato tutti quei ping services non più funzionanti.

Nel seguente file Excel puoi vedere la lista dei servizi da cui sono partito e capire perchè sono stati eliminati ad uno ad uno fino ad arrivare ad una lista così poco numerosa: stato-ping-services.xls

COSA SUCCEDE AI SERVIZI DI PING

L’idea di scrivere questo articolo è nata da una banalissima questione: entrando nel mio account di FeedBurner avevo notato che per la funzionalità PingShot non era più possibile inserire a quali ping services notificare i propri aggiornamenti.
Un po’ contrariato ho posto subito la questione sul forum di GiorgioTave (http://www.giorgiotave.it/forum/google/127122-pingshot-feedburner.html).

Il fulcro del discorso è questo (ed è la cosa su cui mi piacerebbe avere il parere di chi legge):
Technorati , il famoso motore di ricerca per blog, dal 14 ottobre 2009 non utilizza più i ping.
Il motivo è semplice: dicono che dei ping ricevuti il 90% era spam.
Eccovi qui la pagina di Technorati che informa gli utenti: http://technorati.com/ping/
Insomma direi che il 90% è un buon pretesto per cambiare sistema.

E allora cosa succede? La risposta è semplice e naturale. Invece di essere noi ad avvisare Technorati, ora sarà Technorati a venire a cercare le novità sul nostro blog.
D’altronde grazie all’esistenza dei feed non poteva esserci idea migliore.

Considerate anche che tra quel 90% di spam potrebbe esserci una grossa fetta di “non spam” e di seguito trovate solo un esempio del perchè.

WORDPRESS BANNING

Come spiegato in questo articolo dal titolo “WARNING: Using WordPress Can Ban Your Blog From Ping Services” (che vi consiglio di leggere anche se non siete interessati al plugin) WordPress invia segnalazioni ai servizi di aggiornamento ogni volta che facciamo una modifica ad un post (e questo non è l’unico problema). Quindi senza i dovuti accorgimenti (o plugin) i ping services potrebbero bannare il vostro blog a causa delle eccessive richieste sugli stessi contenuti, interpretandole come spam.

Alla luce di tutte le precedenti considerazioni, sorgono alcune domande:

  • Tutti gli altri servizi di ping ancora attivi reputano ancora valido il loro sistema basato su una politica di “push” della notifica di aggiornamenti da parte degli utenti?
  • In che percentuale raccolgono segnalazioni di spam? Ne hanno una percezione?
  • Alla luce di tutto ciò quanto dureranno acnora i servizi di ping basati sulla segnalazione di un aggiornamento da parte dell’utente?

Se qualcuno vuole provare a dare qualche risposta… :)

SEO for Firefox

Postato da regole-seo, in seo-software, in data 04/01/2010

seo-for-firefoxSeo for Firefox è una fantastica estensione gratuita per Firefox, aggiornata regolarmente.
Da la possibilità di avere un quadro abbastanza dettagliato relativamente al settore del vostro sito web o blog semplicemente aggiungendo dati interessanti ai risultati delle ricerche effettuate su Google o su Yahoo.

Abilitando Seo for Firefox infatti, avrete a disposizione direttaemnte nella pagina di ricerca di Google o Yahoo! numerosissimi dati SEO/marketing che permettono di farsi istantaneamente un’idea del sito.

Ecco solo alcuni dei dati messi a disposizione:

  • PR: Google PageRank
  • Age: età del sito estratta da Archive.org. Mostra la prima volta che la pagina è stata indicizzata dallo spider di Archive.org
  • Y! Links: una stima del numero totale di link che puntano al dominio
  • Y! .edu Link: una stima del numero totale di link che puntano al dominio provenienti da domini .edu
  • Y! .gov Link: una stima del numero totale di link che puntano al dominio provenienti da domini .gov
  • del.icio.us: numero di volte che la url è stata aggiunta ai preferiti di Del.icio.us
  • Technorati: una stima del numero totale di link provenienti da Technorati
  • Alexa: alexa ranking
  • Cached: mostra quante pagine del sito sono indicizzate in Google
  • dmoz: mostra il numero totale di pagine del sito indicizzate in DMOZ
  • Bloglines: mostra quante persone sono iscritte ad un blog tramite Bloglines
  • dir.yahoo.com: indica se il sito è o meno presente nella directory di Yahoo!
  • WhoIs: recupera i dati whois del sito.

Dopo l’installazione, per abilitare Seo for Firefox vi basterà cliccare sull’iconcina seo-for-firefox-opzioni che compare nell’angolo destro della barra inferiore di Firefox.

E’ possibile che per poter scaricare Seo for Firefox sia necessario iscriversi gratuitamente al sito.
Io ritengo che ne sia valsa la pena ;) .

Sito: tools.seobook.com
Licenza: Free
Lingua: Inglese
Tipologia: Firefox add on
Sistema operativo: Linux mac-os Windows

PageRank (è ancora importante?)

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 28/12/2009

6 punti chiave per l’affermazione dei propri contenuti [Parte 7 di 7]


pagerankIl PageRank (e non Page Rank) è un valore attribuito da Google alle pagine Web (e non ai siti web). Si misura su una scala di valori che va da 0 a 10 ed è uno dei tanti fattori considerati da Google per determinare il valore o l’autorevolezza di una pagina web.

Prima di procedere è d’obbligo una premessa: sul web si trovano numerosi articoli o forum dove si parla del fatto che il PageRank non conta più nulla.
In effetti, dopo l’abuso da parte di webmaster più smaliziati il potere del PageRank è sicuramente diminuito.

Un’altra cosa da considerare è il prossimo arrivo di Caffeine (di cui lascio un link ad un interessante articolo -Google ci mette la “caffeine”- e le istruzioni per testarla: Google Caffeine: provalo in anteprima adesso), la nuova architettura ancora sperimentale su cui si baserà Google per fornire i risultati delle ricerche. Sicuramente il suo arrivo porterà dei cambiamenti nel PageRank così come oggi lo conosciamo.
Quello che penso è che il PageRank non conta nulla se ci si concentra solo su di esso dimenticando tutti gli altri fattori legati al SEO.
Se si analizza infatti il posizionamento di una pagina nella SERP di Google, senza considerare tutti i fattori che hanno portato quella pagina in quella posizione e cercando di trovare una relazione con il solo valore di PageRank, allora la conclusione non può che essere quella a cui si arriva giustamente in questo articolo: L’importanza del PageRank?.

In linea generale possiamo dire che un PageRank elevato può aiutare una pagina a salire nelle posizioni dei risultati proposti da Google.
Poiché però, come già detto in precedenza, il PageRank è soltanto uno dei tanti fattori considerati da Google, non è necessariamente vero che PageRank elevato sia anche sinonimo di buon posizionamento.
Questa precisazione è necessaria, in quanto su molti forum si leggono messaggi di utenti meno esperti che lottano duramente per ottenere un PageRank molto elevato convinti che da questo derivi necessariamente un buon posizionamento su Google.

Insomma pensare che soltanto raggiungendo un valore elevato di PageRank si potrà avere un buon posizionamento è un’idea senza dubbio insensata. Un buon posizionamento si può ottenere solo applicando a dovere le regole SEO sia OnPage che OffPage e restando aggiornati su come queste si evolvono nel tempo e sui nuovi fattori che col passare del tempo e l’evolversi del web influiscono sul posizionamento.

Vediamo ora che cosa è il PageRank e perché influenza il posizionamento di una pagina.
Nell’articolo precedente avevamo parlato di link popularity. Come quest’ultima, anche il PageRank si basa sulla popolarità di una pagina nel web, ma con una differenza fondamentale.
Nel caso della link popularity la popolarità di una pagina su una determinata keyword/keyphrase è semplicemente intesa come la quantità di link ricevuti dall’esterno aventi come anchor text quella stessa keyword. Parlando di PageRank invece, del link che punta al nostro sito viene considerato anche il PageRank stesso della pagina che lo contiene.
Dunque a tutti gli effetti il PageRank identifica una sorta di “voto” che Google assegna al nostro sito sulla base dei voti assegnati a siti che contengono un link al nostro sito.
Ricevere un link da una pagina con PageRank elevato sarà dunque più vantaggioso che ricevere un link da una pagina con un basso valore di PageRank.

Mentre la link popularity è dunque un indice che considera la popolarità di una pagina, il PageRank rappresenta un buon mix di popolarità e di autorevolezza di una pagina.

Esistono anche altri fattori che determinano l’influenza di un link esterno sul nostro PageRank. Uno di questi è la quantità totale di link presenti nella pagina esterna stessa. Se la pagina ha un elevato PageRank ma contiene moltissimi link allora il contributo che darà alla nostra pagina sarà minimo.
Il concetto può essere paragonato a quello dei vasi comunicanti: se ad un vaso pieno di liquido ne colleghiamo un altro alla base, l’altezza del liquido sarà maggiore in quest’utlimo rispetto a quella che sarebbe se collegassimo più vasi al primo.

Un altro fattore molto importante quando si parla di PageRank è la pertinenza degli argomenti sulla pagina esterna rispetto a quelli trattati sulla nostra pagina.
Diversi esperimenti condotti hanno infatti reso evidente che l’attinenza degli argomenti può valere anche più dell’importanza stessa della pagina esterna.

Qui di seguito la formula per il calcolo del PageRank inizialmente sviluppata dai fondatori di Google:

Formula-PageRank

PR[A]: valore del PageRank di una pagina A
n: numero di pagine che contengono almeno un link alla pagina A
Pk: la kappesima pagina avente almeno un link verso la pagina A
PR[Pk]: valore di PageRank della kappesima pagina Pk
C[Pk]: il numero complessivo di link presenti nella kappesima pagina Pk
d: (damping factor) è una costante decisa da Google e che dovrebbe essere pari a 0,85 e che Google può variare.

Per misurare il valore del PageRank di una pagina si può fare affidamento alla Google Toolbar o all’ottima Seo Toolbar entrambe distribuite come plugin per Firefox.

Link polularity

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 20/12/2009

6 punti chiave per l’affermazione dei propri contenuti [Parte 6 di 7]


link-popularityLa definizione di link popularity, è la misura della quantità di link presenti su altri siti che puntano al nostro sito.
Questo parametro si basa sul fatto che un sito di una certa rilevanza e ricco di contenuti preziosi verrà facilmente linkato da altri siti. Girando la frase al contrario possiamo dire che se un sito riceve molti link da siti esterni, allora molto probabilmente è un sito di una certa rilevanza, che conterrà contenuti preziosi e dunque molto probabilmente gli utenti saranno interessati ad esso.
Ecco perché la link popularity è un fattore tenuto in considerazione dai motori di ricerca il cui scopo è appunto quello di fornire all’utente i migliori risultati sulla base della query di ricerca inviata.

Occorre però fare una precisazione. La link popularity rappresenta si la quantità di link esterni verso una pagina, ma è legata ad una determinata keyword/keyphrase.
E’ infatti più opportuno parlare di popolarità di una pagina web relativamente ad una parola o frase, cioè il termine o i termini utilizzati negli anchor text dei link esterni verso quella pagina.

Per meglio capire questo concetto e l’importanza della link popularity provate a fare una ricerca di “clicca qui” su Google. Non è certo un caso se tra i primi risultati abbiamo le pagine per il download di Flash player, Acrobat Reader, Quicktime ecc…
Una enorme quantità di siti infatti utilizza la voce “clicca qui” come anchor text per le pagine da cui scaricare i plugin necessari alla fruizione dei contenuti.

E’ dunque evidente che più siti punteranno alla nostra pagina tramite quella keyword, più la nostra pagina sarà popolare e considerata dai motori di ricerca rispetto quella stessa keyword.
Chiaramente avere sempre e solo la stessa keyword che punta verso una pagina del nostro sito può non essere il massimo se desideriamo apparire tra i risultati anche per altri termini correlati.

Occorre dunque prestare molta attenzione alla coerenza degli anchor text esposti sui siti esterni con i contenuti della pagina che linkano.
Nell’esempio sopra citato penso che sia Adobe che Macromedia non abbiano particolari interessi nel comparire per primi sulla chiave di ricerca “clicca qui” :)

Certamente poiché spesso il testo di un link non viene concordato col proprietario del sito linkato le cose possono complicarsi.
Ad esempio a volte potrebbe essere necessario entrare in contatto con il proprietario di un sito o di un blog per chiedere se cortesemente potrebbe modificare l’anchor text che punta alle nostre pagine.

Nella sezione SEO OffPage di questo sito potrete trovare preziose indicazioni su come aumentare la link popularity.

Vi suggerisco anche questo recente articolo che può essere un buon punto di partenza per il link building:
http://blog.tagliaerbe.com/2009/11/link-building-secondo-bing.html
Il link building è appunto la pratica della creazione di link esterni verso il proprio sito allo scopo di aumentare la link popularity delle nostre pagine.

Presenza (e reputazione) sul web

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 14/12/2009

6 punti chiave per l’affermazione dei propri contenuti [Parte 5 di 7]


presenzaLa presenza è un fattore molto importante in termini di SEO OffPage.
Anche nel web come nella vita di tutti i giorni, la relazione tra diversi individui avviene tramite la comunicazione e la compresenza in un determinato luogo.
Ad esempio la partecipazione ad una festa, ad un convegno o ad un incontro di lavoro è espressione di “presenza” poiché si partecipa ad un evento con persone che condividono lo stesso spazio.
Possiamo dunque dire che la quantità di partecipazione ad eventi condivisi in determinati luogi, determina la “presenza” più o meno elevata di un individuo.
Tanto più una persona è partecipe, tanto più può essere considerata presente. Diversamente se una persona tende a stare in solitudine e a non entrare in contatto con gli altri, diremmo che è una persona di scarsa socialità e presenza.

Potremmo dunque misurare la presenza come il rapporto tra la quantità di tempo passata in solitudine e la quantità di momenti sociali.

Anche nel Web come nella vita reale si può parlare di presenza.
Ad esempio un utente che risponde in modo costruttivo all’interno di forum, blog o che fa sentire la sua voce nei social network a cui è iscritto, sarà certamente molto presente, al contrario di chi si limita a leggere gli articoli, apprendere le risposte altrui e leggere i contenuti pubblicati da altri utenti.
Chi si occupa di SEO sa bene che la presenza sul web è oggi più che mai uno dei fattori più importanti per il successo.
E’ tramite la presenza nel web che la nostra voce può diventare autorevole e far si che una nostra segnalazione difficilmente venga interpretata come fuori luogo.

Una presenza elevata su siti molto visitati e dagli argomenti inerenti a quelli trattati sul nostro sito, può portare molto traffico verso le nostre pagine e aumentare la nostra popolarità (popularity).

Certamente una buona presenza nel web tira in ballo anche un altro fattore ad essa collegato ovvero quello della “reputazione“.
Scrivere e condividere i nostri pensieri o risorse implica anche l’avere le conoscenze e l’abilita di scrivere cose sensate e di valore. Il rischio è quello di diventare si una persona presente ma riconosciuta come fonte poco accreditata.
Quindi certamente la presenza è importante, ma grande attenzione va posta anche al non rovinare la propria reputazione.
Ecco allore che partecipare alle discussioni con linguaggio poco consono o irrispettoso, contestando sempre e comunque ogni cosa, non rispettando le regole del luogo virtuale in cui ci troviamo è un buon inizio per farci una cattiva fama nel web.

Per concludere, voglio segnalare questo link ad un piacevole articolo di Taglia blog legato al tema della presenza che mostra, alle porte del 2010, come si diffonde un contenuto nel web:
blog.tagliaerbe.com/2009/11/come-si-diffonde-un-contenuto.html#more-1997

Buona lettura!

6 punti chiave per l’affermazione dei propri contenuti [Parte 1 di 7]

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 22/11/2009

punti-chiave-seoQuesta è la prima di 7 parti dedicata ai “6 punti chiave per l’affermazione dei propri contenuti“.

Le varie regole seo onpage e seo offpage esposte anche in questo sito mirano sostanzialmente sia all’ottimizzazione del codice della pagina pubblicata (seo onpage) che al raggiungimento della notorietà dei contenuti (seo offpage).

Ecco allora un elenco di 6 punti chiave per l’affermazione dei propri contenuti sul web.