DAO: Digital Asset Optimization

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 16/03/2011

DAO ovvero Digital Asset Optimization. Di cosa si tratta? Rappresenta l’evoluzione della attuale SEO?

L’enorme crescita di contenuti multimediali e di utenti sempre più interessati ad essi ha suscitato grande attenzione verso l’indicizzazione dei contenuti multimediali, sia da parte dei publisher che dei motori di ricerca. Da questo ne è derivata la naturale crescita di necessità di migliorare il processo di ottimizzazione dei contenuti multimediali; il DAO.
I motori di ricerca si stanno sempre più specializzando nell’indicizzazione delle diverse tipologie di file multimediali creando addirittura canali di ricerca specifici.
Moltissime sono le compagnie che desiderano posizionare i propri video nelle prime posizioni di siti come YouTube. Essere ben posizionati su un sito così popolare significherebbe avere la possibilità di attirare l’attenzione di moltissimi utenti con grandissima efficacia.

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WebPageTest: testare le performance del sito

Postato da regole-seo, in SEO software & utility, in data 27/02/2011

Come ormai risaputo la velocità di caricamento di un sito è un fattore molto importante.
Essa non solo influisce sulla user experience ma è anche uno dei tanti fattori usati da Google per determinare il search ranking delle pagine web.

In alcuni articoli, qui su regole-SEO si è parlato della relazione tra velocità e SEO e di alcune delle principali tecniche per diminuire i tempi di caricamento delle pagine web.
Pochi giorni fa mi sono imbattuto in un nuovo strumento da utilizzare per testare la velocità delle pagine web.

Si tratta di WebPageTest.
Una volta arrivati su www.webpagetest.org, la prima cosa da fare è inserire la URL del sito che desiderate nell’apposito campo e cliccare sul pulsante di “start”.
Dopo circa 30 secondi il test verrà ultimato mostrandovi molti dati interessanti.

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Unico grande articolo o più articoli brevi?

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 16/02/2011

Se vi è già capitato di dover trattare un argomento piuttosto complesso, articolato o comunque di avere molto da dire a riguardo di una certa tematica, questa sarà di sicuro una domanda che vi sarete posti:

Meglio un unico grande articolo o più articoli brevi?

In effetti esistono due diversi approcci alla scrittura di un articolo.
Il primo è quello di scrivere un unico pezzo in grado di esaurire tutti i punti e i “sottoargomenti” in un’unica pagina. Il secondo è quello di scrivere più articoli brevi che vadano a ricoprire i vari punti di interesse sull’argomento trattato, pubblicando poi ognuno di essi in giorni differenti.
Quale è il migliore approccio tra i due?

La risposta è tutt’altro che scontata ed esistono correnti di pensiero differenti a riguardo.
Io stesso, per gli articoli di regole-SEO mi trovo ad optare a volte per un’opzione, a volte per l’altra e altre volte ancora per un mix delle due.

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Nuova vita ai vecchi contenuti

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 01/02/2011

E’ vero. I nuovi contenuti sono di vitale importanza per un blog ma dobbiamo ricordare che è altrettanto importante cercare di “promuovere” anche i vecchi contenuti facendo attenzione ad alcuni semplici, quanto fondamentali aspetti.

Se anche voi cercate di mantenere una certa costanza nella pubblicazione di nuovi contenuti di qualità, sarete sicuramente al corrente delle difficoltà e dell’impegno che occorre nella realizzazione di un buon articolo. Occorre trovare una buona idea, documentarsi meglio su eventuali aspetti più critici, trovare qualche immagine accattivante, scrivere il tutto in maniera corretta e scorrevole e ottimizzare il conetnuto per i motori di ricerca.

Insomma sicuramente un impegno che richiede un certo tempo e una certa dedizione.
Ha dunque senso produrre un buon contenuto senza poi promuoverlo in modo adeguato?
Certamente no. Il nostro sforzo deve essere ripagato per una quantità di tempo che non sia limitato alle prime settimane di vita dell’articolo, non credete?

Ecco allora alcuni aspetti importanti da tenere in considerazione per dare maggiore visibilità ai nostri vecchi, ma pur sempre ottimi articoli.

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Velocizzare i social plugins con Ajax e Javascript

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, Social, in data 09/01/2011

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ajax-velocita-social

Il problema di come utilizzare i social plugins senza compromettere la velocità, è già stato affrontato una volta su regole-seo proponendo una soluzione Ajax e Javascript, basata sulle librerie jQuery.

Sebbene l’utilizzo di una libreria come jQuery rappresenti la migliore soluzione in quanto permette di risparmiare tempo e numerose linee di codice, è anche vero che spesso qualcuno (specialmente alle prime armi) potrebbe trovarsi di fronte a problemi di compatibilità con altre librerie Javascript utilizzate.
Per questo motivo e per eventuali altri casi in cui doveste decidere di non utilizzare jQuery, voglio proporre qui di seguito una soluzione tutta Javascript e Ajax per risolvere l’ormai famoso problema di come utilizzare i social plugins senza compromettere la velocità

Come consiglia anche Matt Cutts non è opportuno lasciare perdere i social widgets solo perchè il server a cui si collegano è “un po’ lento”.
Il guadagno che deriva dall’utilizzo dei social plugins in termini di link popularity e presenza nel web è talmente enorme rispetto allo svantaggio che deriva dalla lentezza provocata dai social plugins che sarebbe davvero ingenuo rinunciarvi per questo motivo.

La soluzione che proporrò qui di seguito mostra come “salvare capra e cavoli” sfruttando la tecnica delle “chiamate asincrone” per caricare i social plugins, in modo che il loro tempo di caricamento non incida sul tempo di caricamento delle vostre pagine. Tutto ciò è possibile utilizzando Javascript e Ajax

Come sempre, visto che l’articolo è dedicato anche a chi non ha grandi competenze in ambito Javascript, procederò passo passo commentando (soprattutto all’interno del codice) anche quei passaggi che a qualcuno sembreranno più ovvi.

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Nome dominio: puntare sul brand o sulle keyword?

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 20/12/2010

keyword-rich-branded-domain

La fatidica domanda salta fuori quasi sempre quando sta per nascere un nuovo sito:
“Dovremmo acquistare un dominio contenente delle keywords strategiche utili per il SEO? Oppure puntiamo sul brand?”

Effettivamente è una domanda interessante ed a mio giudizio non esiste una risposta corretta in termini assoluti.
Vediamo dunque di analizzare quali possono essere i vantaggi delle due diverse strategie: branded domain e keyword-rich domain.

Chiaramente le due soluzioni non si escludono a vicenda.
Anche se la cosa non è sempre possibile, alcuni domini riescono a miscelare astutamente le due opzioni per trarne tutti i vantaggi del caso.

Branded domain

Un dominio o una url “brandizzata” è sicuramente importante dal punto di vista dell’identità del business e dell’azienda.
Il brand è in effetti tutto ciò su cui poggiano e incidono tutte le nostre azioni.
Il nostro brand comparirà sicuramente sul sito web, sui biglietti da visita, la carta intestata, le fatture, i depliant ecc…

Dunque il brand rappresenta ciò che le persone riconosceranno e assoceranno inevitabilmente a noi.

Ecco perché, in definitiva, risulta essere importantissimo avere il nome del prorio brand nel dominio:

  • E’ facile da ricordare e da memorizzare.
  • Rappresenta un ulteriore modo per porre ancora una volta i propri clienti (o potenziali clienti) di fronte al proprio marchio.
  • Permette di mantenere univocità e consistenza sul marchio che ci rappresenta. Modi differenti per identificarci infatti possono disorientare.
  • E’ sicuramente molto professionale.
  • Rispetto ad un keyword-rich domain, un branded domain appare sicuramente meno “spammoso” (…passatemi il termine :) ).
  • Nella maggior parte dei casi le url brevi sono più amichevoli e hanno più potere attrattivo per gli utenti.

Keyword-rich domain

D’altro canto esistono sicuramente situazioni in cui è preferibile un dominio basato su parole chiave accuratamente selezionate.
Si tratta principalmente di quelle situazioni in cui vie è un tentativo di “brendizzazione“.
Dunque in questo caso non esiste ancora un brand e vi è un tentativo di mettersi in luce come punto di riferimento su una certa attività o servizio.
In questo caso si vuole fare in modo che una determinata attività o servizio diventi anche una sorta di etichetta per identificarci.

Mentre nel caso del “branded domain” esiste dunque un brand più o meno affermato che rappresenta il punto di riferimento per una determinata attività, in questo caso vi è un’attività per la quale desideriamo metterci in luce per farci conoscere.
Una buona azione di partenza per affermarci insomma.

Chiaramente poichè le keywords nel nome di dominio contribuiscono a contestualizzare ed identificare ciò di cui ci occupiamo anche agli occhi dei motori di ricerca, questa può rappresentare un’ottima strategia dal punto di vista del ranking.

Dunque non esiste una risposta assolutamente corretta alla domanda “Dovremmo acquistare un dominio contenente delle keyword utili per il SEO?”.
Valutando però quali sono i prò e i contro delle due opzioni e conoscendo le proprioe esigenze diventa più facile capire quale scelta si adatta maggiormente ai nostri scopi.

Velocizzare i social plugins con jQuery e Ajax

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, Social, in data 22/11/2010

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jquery-velocita-social

Nel precedente articolo introduttivo dedicato a come usare i social plugins senza compromettere la velocità, abbiamo visto che il consiglio di Matt Cutts è appunto quello di non lasciare perdere i social widgets solo perchè il server a cui si collegano è “un po’ lento”.
La grande utilità dei social plugins per la nostra link popularity e presenza nel web è effettivamente fuori discussione.

Oggi però voglio mostrarvi come “salvare capra e cavoli” utilizzando Ajax e jQuery per velocizzare i social plugins facendo in modo che il loro tempo di caricamento non incida sul tempo di caricamento dei vostri contenuti.
Sfrutteremo le potenzialità delle “chiamate asincrone”.
Nell’articolo successivi dedicato a questa tematica proporrò una soluzione basata esclusivamente su Ajax e Javascript per tutti coloro che per qualche ragione non vogliano (o non possano) appoggiarsi alle librerie come jQuery.

L’utilizzo di jQuery per implementare questa tecnica richiede sicuramente molte meno linee di codice e ne rende quindi più veloce la realizzazione.

Visto che l’articolo è dedicato anche a chi non ha grandi competenze in ambito Javascript, procederò passo passo commentando anche quei passaggi che a qualcuno sembreranno più ovvi.

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Social plugins: come usarli senza compromettere la velocità

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, Social, in data 08/11/2010

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velocita-social-plugins

Pochi giorni fa si è conclusa su regole-seo una serie di “articoli guida” all’integrazione dei social buttons.
Soprattutto ho voluto concentrarmi sugli aspetti e le peculiarità dei tre social buttons analizzati (il bottone “mi piace” di Facebook, il retweet button di Twitter e il Google buzz button) trovando una soluzione ai problemi più comuni che potreste incontrare nella loro integrazione.

Si, i social buttons e, più in generale, i vari social plugins o social widgets sono importanti. Anzi, ormai è evidente da un po’: il lato social del web oggi rappresenta il cuore e l’anima di internet.

I social plugins però, se ne fate uso nel vostro sito lo avrete certamente notato, rallentano a volte anche significativamente i tempi di caricamento delle vostre pagine peggiorando inevitabilmente la user experience dei vostri utenti.

Certamente dei social plugins non si può fare a meno ma è anche vero che la velocità è diventata uno dei fattori di posizionamento utilizzati da Google.
Esiste una soluzione a tutto ciò?
Certo che esiste e nei prossimi articoli dedicati a questo argomento vedremo come risolvere il problema sfruttando la potenzialità delle richieste asincrone.

Non preoccupatevi se siete completamente a digiuno di Ajax o jQuery. Procederò passo passo proponendo due soluzioni.
La prima di queste utilizzerà Ajax per il caricamento dei contenuti social delle vostre pagine, appoggiandosi alle librerie jQuery mentre la seconda soluzione verrà implementata utilizzando esclusivamente le librerie Ajax e javascript standard.

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Ubersuggest: scopri le keyword più cercate

Postato da regole-seo, in SEO software & utility, in data 12/09/2010

Oggi voglio segnalarvi uno strumento gratuito per la ricerca delle keyword che ho scoperto pochi giorni fa e che utilizza i dati forniti da Google.

Si tratta di Ubersuggest e personalmente lo trovo estremamente utile.

Inserendo una termine in Ubersuggest e selezionando una lingua, viene interrogato il servizio Google Suggest che ci fornirà la classifica delle key phrase più ricercate su Google aggiungendo però altre informazioni recuperate tramite la preziosissima opzione “expand”.

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URL rewrite e .htaccess: nozioni ed esempi

Postato da regole-seo, in Approfondimenti SEO, in data 26/07/2010

Conoscere e mettere in pratica l’url rewrite. [Parte 2 di 2]

Vai alla prima parte » Url rewrite

mod_rewrite

Nello scorso articolo abbiamo visto cosa è l’url rewrite e le differenze tra url rewrite e redirect 301 per capire in quali casi conviene usare uno o l’altro, visto che spesso c’è chi li confonde.

Non ci resta che vedere come si realizza l’url rewrite, tramite modulo mod_rewrite di Apache e un po’ di esempi su come utilizzarlo per risolvere alcuni tra i problemi più classici.

Il modulo mod_rewrite di Apache è un modulo che fornisce un potente mezzo per la manipolazione delle url. Tramite il mod_rewrite è possibile ottenere qualsiasi tipo (o quasi) di manipolazione degli indirizzi. Questo in molti casi implica uno sforzo non indifferente da parte di chi dovrà scrivere le regole di rewrite, spesso molto complicate.

Nello scrivere queste regole è sempre importante essere certi della loro correttezza, poiché un cattivo uso potrebbe causare dei problemi al funzionamento dell’applicazione e al server che la ospita.

Prima di vedere alcuni esempi di regole da inserire nel file .htaccess occorre sapere cosa sono le Rewrite Conditions e le Rewrite Rules.

Rewrite Conditions

Realizzata dalla direttiva RewriteCond definisce una regola condizionale.
La RewriteRule che segue una o più RewriteCond viene applicata solo se la url richiesta al server corrisponde al pattern della RewriteRule stessa e se tutte le RewriteCond precedenti sono verificate.

Come vedremo negli esempi è possibile appendere a ogni RewriteCond i seguenti flag, separati da una virgola in caso siano più di uno:

  • [NC] fa si che il pattern della RewriteCond sia valutato in modalità case insensitive
  • [OR] utilizzato per valutare in OR logico due RewriteCond consecutive.

Rewrite Rules

Realizzata tramite la direttiva RewriteRule, si occupa di definire il rewrite effettivo.

Si compone di 4 parti:
rewriterule

Anche in questo caso dunque è possibile appendere i seguenti flag separati eventualmente da una virgola:

  • [R] redirige la url invocata ad un indirizzo esterno al nostro dominio inviando un response code 302 (MOVED TEMPORARILY).
  • [F] proibisce l’accesso alla url invocata restituendo un response code 403 (FORBIDDEN).
  • [G] definisce la url invocata come non più presente restituendo un response code 410 (GONE).
  • [L] forza il processo di rewrite a fermarsi e a non considerare le regole di rewrite successive.
  • [P] identifica la url come una richiesta al proxy passando il controllo al modulo mod_proxy.

Espressioni regolari

Per comprendere il funzionamento dei pattern usati nelle nostre regole per identificare le url occorre conoscere la sintassi delle espressioni regolari.
Qui di seguito mi limiterò ad elencare solo alcuni punti chiave per la comprensione delle espressioni regolari usate negli esempi.
Esiste molto materiale sul web realivo alle espressioni regolari e a questo sito
http://www.devarticles.com/c/a/ASP/The-Complete-Regular-Expression-Guide/
potete trovare una guida che può essere un buon punto di partenza.

  • Identificatori di testo:
    . qualsiasi carattere
    [abc] a, b oppure c
    [^abc]a, né bc
    abc|def abc oppure def
  • Quantificatori:
    ? 0 o 1 occorrenze dell’identificatore di testo precedente
    * 0 o N occorrenze dell’identificatore di testo precedente (N>0)
    + 1 o N occorrenze dell’identificatore di testo precedente (N>1)
  • Raggruppamento:
    (identificatori di testo) le parentesi tonde sono un modo per identificare un gruppo di identificatori di testo come una singola unità atomica.
  • Ancore:
    ^ inizio linea
    $ fine linea
  • Escape:
    \ esegue l’escape del carattere che segue
  • Negazione:
    è possibile eseguire la “negazione” di un determinato pattern facendolo precedere dal carattere punto esclamativo !

Non resta che vedere qualche esempio delle regole di rewrite da inserire nel file .htaccess situato nella root del nostro sito per andare incontro ad alcune classiche esigenze.

Esempi di regole di rewrite per esigenze classiche

Va detto che perché le regole di rewrite funzionino il modulo mod_rewrite di Apache deve essere abilitato all’interno del file httpd.conf della configurazione di Apache. A questo indirizzo
http://www.mrwebmaster.it/apache/articoli/guida-pratica-modulo-rewrite-apache_819.html
potete trovare un’ottima guida su come abilitare il mod_rewrite di Apache.

NOTA: per ragioni di spazio alcune linee di codice molto lunghe che definiscono le regole vanno inevitabilemnte a capo. Per questo motivo accanto ad ogni riga effettiva ho inserito il numero di riga (Es: 1-)

  • Realizzare url più brevi e SEO-friendly
    Spesso per vincoli implementativi dipendenti anche dalle tecnologie utilizzate ci troviamo di fronte ad url troppo lunghe e poco seo-friendly. E’ allora opportuno (prima della messa on-line per evitare problemi di duplicazione dei contenuti) adottare opportune regole come la seguente:

    1- RewriteEngine On
    2- RewriteRule /prodotti/([a-z]+)/([0-9]+).html http://www.MioDominio.com/
       gestione_prodotti/prodotti.action?categoria=$1&idProdotto=$2 [L]


    Questo ci permette di ottenere una url più breve e amichevole sia per gli utenti che per i motori di ricerca.
    Da notare alcune cose:
    Innanzitutto non bisogna appendere alla prima parte dell’istruzione il nome del dominio (http://www. MioDominio.com). Infatti occorre inserire l’indirizzo a partire dalla root del sito (/).
    Ricordo inoltre che nel caso di nomi di file contenenti degli spazi (cosa sempre altamente sconsigliata:)) occorre utilizzare i doppi apici per definire l’indirizzo.

    Le espressioni ([a-z]+) e ([0-9]+) indicano una porzione variabile della url che può contenere una qualsiasi serie di lettere nel primo caso e una qualsiasi serie di numeri nel secondo. Queste variabili verranno usate per realizzare la rewrite.
    Infatti il simbolo $ seguito da un numero ($1 e $2 nel nostro caso) utilizzato nella parte destra della nostra regola serve per richiamare (posizionalmente) tali variabili presenti nella parte di sinistra.

    Dunque avremmo che la url SEO-friendly da esporre sarà ad esempio http://www.MioDominio.com/prodotti/casa/150.html e grazie alla rewrite rule genererà in realtà il contenuto della url http://www.MioDominio.com/gestione_prodotti/prodotti.action?categoria=casa&idProdotto=150

  • Proteggere file e immagini
    Talvolta alcuni webmaster espongono il link diretto al download di un file situato sul nostro sito o ad un’immagine presente su una nostra pagina web.
    Con le seguenti regole la richiesta viene rediretta a http://www.MioDominio.com/ se la chiamata non proviene da http://MioDominio.com, http://www.MioDominio.com o http://62.149.140.159

    1- RewriteEngine On
    2- RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^$ [NC]
    3- RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^http://MioDominio.com [NC]
    4- RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^http://www.MioDominio.com [NC]
    5- RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^http://62.149.140.159 [NC]
    6- RewriteRule ^.*$ http://www.MioDominio.com/ [R,L]

  • Domini differenti per lo stesso sito
    In alcuni casi lo stesso sito deve essere accessibile da url differenti come ad esempio MioDominio.com e www.MioDominio.com.
    Con la seguente regola di rewrite una url come http://MioDominio.com/about.html si risolverà come un’effettiva chiamata alla url http://www.MioDominio.com/about.html.

    1- RewriteEngine On
    2- RewriteCond %{HTTP_HOST} !^MioDominio.com$ [NC]
    3- RewriteRule ^(.*)$ http://www.MioDominio.com/$1 [R,L]


    NOTA: nel caso di più domini che corrispondano allo stesso sito tenete sempre ben presente gli eventuali problemi di duplicazione dei contenuti.

  • Rewrite del dominio su una directory
    Se si ha la necessità di fare rispondere una specifica directory all’invocazione del dominio è possibile usare la seguente regola:

    1- RewriteEngine On
    2- RewriteCond %{HTTP_HOST} ^www.MioDominio.com$
    3- RewriteCond %{REQUEST_URI} !^/miaDirectory/
    4- RewriteRule ^(.*)$ /miaDirectory/$1


    In tal caso l’invocazione del dominio http://www.MioDominio.com si risolve in una chiamata alla url http://www.MioDominio.com/miaDirectory/

  • Visualizzare i contenuti opportuni in base allo user agent
    Se doveste avere la necessità di mostrare dei contenuti sulla base dello user agent dell’utente potete servirvi di una regola di rewrite simile alla seguente:

    1-  # MS Internet Explorer - Mozilla v4
    2-  RewriteEngine On
    3-  RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^Mozilla/4(.*)MSIE
    4-  RewriteRule ^index\.html$ /index.IE.html [L]
    5-  
    6-  # Netscape v6.+ - Mozilla v5
    7-  RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^Mozilla/5(.*)Gecko
    8-  RewriteRule ^index\.html$ /index.NS5.html [L]
    9-  
    10- # All other browsers
    11- RewriteRule ^index\.html$ /index.default.html [L]


    In questo caso, invocando la url http://www.MioDominio.com/index.html, se il campo User-Agent dell’ http header della richiesta inizia con “Mozilla/4″ e si tratta di Internet Explorer (MSIE), allora sarà eseguita una rewrite sulla pagina http://www.MioDominio.com/index.IE.html (e non verranno considerate le regole successive).
    Se invece il campo User-Agent inizia con Mozilla/5 e si tratta di Netscape (Gecko), sarà eseguita la rewrite su http://www.MioDominio.com/index.NS5.html
    Infine, per tutti gli altri browser verrà eseguita la rewrite alla url http://www.MioDominio.com/index.default.html

Per concludere ecco il link alla documentazione del modulo mod_rewrite di Apache.

Vai alla prima parte » Url rewrite